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Il primo Foro Italia España – editori, scrittori a Madrid

A Madrid si respira colore, aria di festa. Uno spirito che si riversa nel primo Foro Italia España, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura con il prezioso aiuto dell’ICE Madrid e dell’assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili della Regione Lazio Lidia Ravera. L’idea della direttrice Laura Pugno e di chi ha contribuito a realizzare questo evento di incentivare la piccola editoria italiana di qualità fuori dai nostri confini, in un’ottica internazionale.

Questo primo foro ha come protagonista l’editoria romana. Al di fuori del baricentro editoriale d’Italia, situato tra Milano e Torino, stanno fermentando a Roma nuove forme di sperimentazione, di libertà creativa. Cinque case editrici italiane e laziali come minimum fax, Nutrimenti, Nottetempo, Giulio Perrone Editore e Tunué sono state chiamate a confrontarsi e a presentarsi agli editori spagnoli. Non soltanto, insomma, la messa in mostra dei prodotti italiani ma un vero e proprio incontro, uno scambio di proposte e di idee. Un meticciato culturale, lo definisce l’ambasciatore Stefano Sannino.

Sono lontani i veleni di un mondo editoriale sempre più diviso, come dimostra lo scontro per il Salone del libro, e di una Roma sempre più ingestibile, lontana da quel laboratorio di idee che ha visto la nascita di tante fiorenti realtà editoriali. “Agli italiani – suggerisce la Ravera – serve coltivare questa vicinanza con gli spagnoli perché non hanno smesso di aver voglia di far festa”. Bisogna ripartire da qui, da incontri come questi, per trasmettere un’idea diversa e positiva di cultura. Gli scrittori italiani devono essere tradotti, uscire dal muro della nostra lingua ed esportare le loro impressioni sul mondo. Proprio in quest’ottica vanno gli sforzi della regione Lazio, in direzione di un investimento forte nella cultura e in quella piccola editoria che, forse, tanto piccola non è. Perché la migliore faccia italiana è quella di chi scrive.

Gli editori, coordinati da Maria Teresa Carbone, hanno ripercorso le tappe della loro carriera e della loro vita editoriale. Daniele di Gennaro è l’editore della più anziana tra le case editrici presenti. La sua minimum fax, infatti, è nata nel 1994. Di Gennaro racconta lo spirito di collaborazione di quegli anni, con tante piccole case editrici che si aiutavano tra loro per opporsi all’asse Milano – Torino. Lo sforzo delle fasi iniziali è stata l’acquisizione di un metodo, che minimum fax ha individuato in un diverso rapporto tra autore e lettore. Una casa editrice, oggi, non deve soltanto somministrare libri ma sapere ascoltare, discostandosi dai tempi troppo rapidi dell’industria letteraria di oggi.

Nutrimenti nasce qualche anno più avanti: nel 2001, dieci giorno dopo l’11 settembre. L’editore Andrea Palombi ne parla come un azzardo in un’epoca in cui le possibilità stavano drasticamente diminuendo, quando le porte stavano cominciando a chiudersi. Ma a ripagare dagli sforzi c’è la bellezza di avere il potere di sperimentare nuove voci, nuovi temi da dare ai lettori. L’editoria indipendente, secondo Palombi, è quella che dà ossigeno all’ambiente, che fa scouting: sono numerose le storie di autori esordienti, che, dopo una prima esperienza nella piccola e media editoria, portano ossigeno ai grandi gruppi con le seguenti pubblicazioni.

Anche Giulio Perrone, dell’omonima casa editrice, si sofferma sul tema degli esordienti. Da loro sono passati Paolo di Paolo e altri autori che sono ormai realtà consolidate in case editrici più grandi. Ma non sempre la scelta si rivela vincente: nella veloce catena di produzione della grande editoria, di rado un nuovo titolo riesce a respirare abbastanza a lungo da tenere occupato lo scaffale in libreria.

Il mantra di Andrea Gessner, editore di Nottetempo, è che un libro si vende se è un buon libro: scritto bene e con qualcosa da raccontare. Da qui la scelta di puntare su due temi inusuali come la psicologia e l’architettura, trovando un’attenzione che sembrava inaspettata, la soddisfazione di un pubblico affezionata che si chiede dov’erano, prima, questi libri.

Tunué, l’unica casa editrice non romana, è rappresentata dal direttore editoriale Vanni Santoni. Quello di Tunué è un caso atipico: nata come casa editrice di graphic novel, ha deciso di aprirsi alla narrativa da soli due anni. Vanni Santoni racconta le sue scelte editoriali partendo dall’identità grafica e contenutistica. La nuova produzione doveva cercare di differenziarsi dal prodotto fumetto. Nasce così una collana senza fronzoli, un progetto vitale e vincente: copertine che rispondono a un’unica tinta, e un breve simbolo che richiama i contenuti del testo. In un’offerta letteraria confusa, dove una collana può pubblicare insieme capolavori e libri impresentabili, volevano assicurare dei libri di ottima fattura a un prezzo contenuto. Questo perché Tunué pubblica principalmente esordienti, e leggere un esordiente è sempre un atto di fiducia.

Maria Teresa Carbone chiude il cerchio di interventi citando il caso Elena Ferrante, l’esempio di un inaspettato successo editoriale nato da una casa editrice minore come la E/O. La speranza è che la nuova attenzione riservata alla nostra letteratura, veicolata ad altri eventi come questo, possano facilitare la comunicazione e il dialogo tra editori italiani e stranieri. Il foro Italia Spagna, fortemente voluto da Laura Pugno, è stata una piacevolissima novità nel settore, organizzata con cura e attenzione al dettaglio, apprezzata sia in Italia che in Spagna.

Dall’incontro nasce uno spazio dove sono possibili incontri tra editori italiani e spagnoli. Sono presenti alcuni scrittori, simboli di una letteratura di qualità che merita di uscire dai nostri confini. Giuseppe Aloe (Giulio Perrone Editore), Luca Molinari (nottetempo), Domenico Dara (Nutrimenti), Francesca Matteoni (Tunué), Marco Peano (minimum fax): potremmo trovarli a breve in qualche libreria spagnola, ed è quel che speriamo. Suerte!

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