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Kent Haruf e i segreti della città di Holt

Questo mese vi parlo contemporaneamente di un autore e di una città. Vi parlo di uno scrittore che racconta e si racconta attraverso gli spazi, le vicende e le avventure di una cittadina inventata, e di chi la abita.

Il mio incontro con Kent Haruf è piuttosto recente. Una fredda e uggiosa sera invernale, in Irlanda è buio ormai da ore e dopo una giornata alquanto stancante l’unica cosa di cui ho bisogno è un buon libro. Tra i mille titoli del mio e-reader uno spicca tra tutti, Le nostre anime di notte. Fuori la pioggia cade ancora più fitta e io sono già al caldo sotto il mio piumone. È così che vengo rapita dalla realtà della piccola Holt, cittadina immaginaria del Colorado, ed è così che inizio a conoscere il mondo di uno scrittore di cui finora avevo sentito a malapena parlare e che da questo momento in poi mi terrà compagnia per qualche mese.

Kent Haruf, nato nel 1943 a Pueblo, città del Colorado, è stato un grande scrittore americano, vincitore di vari riconoscimenti tra cui il Whiting Foundation Award e una menzione speciale dalla PEN/Hemingway Foundation.  Prima di diventare scrittore la strada è piuttosto lunga e è costretto a svolgere molti lavori che lo porteranno a vivere in luoghi diversi: Colorado, Phoenix, Nebraska, Illinois. Nel 1984, pubblica una breve storia nella rivista letteraria Puerto del Sol, mentre è per Harper & Row, che esce il suo primo romanzo The Tie That Binds, grazie al quale riceve il Whiting Award e una citazione speciale nel PEN/ Hemingway Foundation. Nel 1990 viene pubblicato anche il suo secondo romanzo Where You Once Belonged. Eppure, nonostante le recensioni positive, non sono queste prime due opere a rendergli la fama che merita.https://goo.gl/BdkhrL

È solo nel 1999 che, grazie al primo volume della Trilogia della pianura, intitolato Canto della pianura, l’autore raggiunge la notorietà. Il romanzo, infatti, viene accettato da Knopf di Gary Fisketjon, l’editor di altri importanti scrittori quali Raymond Carver e Richard Ford. A questo primo romanzo faranno seguito altri due volumi intitolati rispettivamente: Crepuscolo, che in Italia viene però pubblicato come terzo volume e Benedizione, che uscirà in Italia come primo volume.

Un filo conduttore lega non solo i romanzi della trilogia, ma anche questi  con Le nostre anime di notte. Si tratta di Holt, questa piccola e tranquilla cittadina del Colorado, creata della mente dell’autore e insieme, molto probabilmente, di vari elementi che lo scrittore ha preso e voluto portare con sé da ognuno dei tanto luoghi in cui ha vissuto.

Ho conosciuto Kent Haruf partendo dalla fine, leggendo e scoprendo la Holt raccontata nel suo Le nostre anime di notte, ed è così che ve lo racconto oggi. Significative e accattivanti solo le tre righe introduttive a questo romanzo: “questo libro è per chi è stato a Holt e non vede l’ora di tornarci, ma è soprattutto per chi, a Holt, non ci è mai stato.”

7523735_2255041La storia è semplice e lineare e parte da una telefonata. Addie Moore, un’anziana vedova, invita Louis Waters, un anziano vicino, vedovo anche lui, ad andare a dormire da lei qualche volta, per farsi compagnia e parlare. Un gesto semplice ed innocente che scatena, però, una serie di reazioni impreviste: la gelosia dei figli di entrambi, lo sbocciare di un tenero amore e il vociferare di una cittadina all’apparenza troppo tranquilla. Non ci sono colpi di scena particolari, né momenti che tengono il lettore con il fiato sospeso. Ci troviamo davanti ad una scrittura semplice, ma efficace. Ed è proprio questo il segreto della narrativa di Kent Haruf: uno stile chiaro e preciso, un andamento narrativo lineare che rapisce proprio per la sua apparente tranquillità, ma che riesce a tenere il lettore  incollato alle pagine.

Si tratta di una tecnica che aveva già mostrato i suoi esiti positivi dai feedback relativi alla Trilogia della pianura. Ognuno dei romanzi è dedicato, come per Le nostre anime di notte, ad una diversa categoria di lettori e di persone in generale, e in ognuno vengono raccontanti scorci di vita quotidiana di alcuni degli abitanti di Holt. Allora procediamo con ordine e cerchiamo di presentarli tutti senza dilungarci troppo.

“Questo libro è per chi ama spostarsi solo con il pensiero, meglio se in poltrona e sotto una coperta a scacchi rossi e blu, per chi riesce a sentirsi a casa anche solo con una finestra aperta sul cielo, per chi cerca su Google Maps i luoghi dei libri, meglio se immaginari, e per chi ha deciso di affidarsi al tempo, nella convinzione che lo spazio possa sempre tradirlo.”

Sono queste le parole che aprono Il canto della pianura, primo romanzo della trilogia. Siamo ora nella Holt di Tom Guthrie, insegnante e padre di due ragazzini Ike e Bobby, di Victoria Rubidoux, sedicenne incinta e senza un posto dove vivere, di Maggie Jones, che le darà una mano e dei https://goo.gl/294ogHfratelli McPheron che l’aiuteranno a salvarsi. Pur distinte le une dalle altre, tutte queste vite saranno costrette ad intrecciarsi tra loro. La scrittura di dell’autore è semplice e quasi melodica. Nonostante la gravità di alcune delle vicende narrate, il tono usato mantiene sempre un certo grado di leggerezza. È come se ogni parola, ogni personaggio e ogni storia contribuissero a disegnare, pezzo per pezzo, quella Holt che è una piccola cittadina di provincia che ha molto da nascondere dietro la sua patina di calma apparente.

“Questo libro è per chi ama guardare la danza delle candele sul muro, per chi ascolta la “Pastorale” di Beethoven, per chi ricorda quando da bambini si arredava una stanza con tutto quello che si trovava in giro, e per chi è rimasto solo, al freddo, per tanto tempo, e oggi ha deciso di rimettersi in gioco e correre il rischio di diventare una persona diversa.”

È con queste parole che ritorniamo ad Holt. Crepuscolo è il secondo romanzo della Trilogia della pianura. La vita dei McPheron non è più la stessa dopo l’arrivo in casa di Victoria e della figlia Katie, ma le cose tornano nuovamente a complicarsi quando la ragazza decide di frequentare l’università e di trasferirsi. Entrano in scena una serie di nuovi personaggi: DJ, un orfano che abita non molto lontano dalla fattoria dei McPheron, Dena figlia della vicina, Joy Rae e il fratello Richie. La struttura del romanzo riprende perfettamente quella del precedente volume della trilogia e le vite dei personaggi continuano ad intrecciarsi quasi inevitabilmente. Ritornano i periodi brevi e i dialoghi senza l’uso delle virgolette.

A concludere questo ciclo di romanzi è Benedizione, ultimo della trilogia. Abbandoniamo i personaggi che hanno popolato Holt nel corso https://goo.gl/StBAJydei due romanzi precedenti e prepariamoci a conoscerne di nuovi. Facciamo spazio al reverendo Lyle e alla sua famiglia, a Berty May e alla sua nipotina Alice, a Dad Lewis che è ormai vicino alla morte e ad una coppia di madre e figlia, le Johnson, che riescono finalmente ad arrivare ad una riconciliazione. Se Dad Lewis è quasi l’emblema della cittadina di Holt, con i suoi valori e i segreti nascosti, Benedizione lo è, invece, della scrittura dell’autore e del messaggio che questi vuole trasmettere.

Non lasciamoci ingannare dalla prosa semplice e coincisa. Proprio questa, infatti, è lo strumento usato dall’autore per spogliare i suoi protagonisti, metterne a nudo i segreti e le debolezze e avvicinarli al lettore. Holt e i suoi abitanti raccontano storie fatte di mancanze, di perplessità e di amore in tutte le sue sfumature. Eppure, ognuna di queste è segnata dalla voglia di ricominciare, di ripartire e ricostruire.

Ecco allora che non solo Benedizione, ma tutta l’opera di Kent Haruf è, per citare le parole dell’autore stesso “Per chi ama rileggere i classici e vorrebbe perdersi negli sconfinati spazi della pianura americana (o nelle fotografie di Robert Adams), per chi desidera un cappello da cowboy anche se forse non lo indosserà mai, per chi nutre una sorta di fiducia razionale nel genere umano e crede che le verità gridate siano sempre meno vere di quelle suggerite con pudore.”

Immagini: https://goo.gl/mNRHCp, https://goo.gl/BdkhrL, https://goo.gl/3uBAf3, https://goo.gl/294ogH, https://goo.gl/StBAJy

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