Eduardo Mota digitalizou "Le Saut du Lapin" de Amadeo de Souza-Cardoso

#Lanternesonore in Portogallo

Il Portogallo è un paese malinconico, si sa. Non c’è nulla da fare, le fresche spiagge ondulate, il sapore succoso ed acre delle sardine alla brace, la dolcezza dei visi, il cielo limpido e mobile, le sfumature dei vini inebrianti, le città variopinte, le sagre paesane, le natas alla crema deliziosa non bastano a stemperare la saudade, l’umore plumbeo che è l’ombra nascosta nella gentilezza e nel sorriso portoghese. Quel colore che è l’acciaio dell’oceano, la via d’uscita ambigua, tanto ricca e pericolosa, di chi vive alle propaggini di un continente. La malinconia dell’immensità e della sua natura inafferrabile, « l’unico senso intimo delle cose è che esse non hanno nessun senso intimo », rifletteva il poeta il cui cappello fa ombra nelle piazze; saudade fonte malinconica del fado, la musica che innerva l’intero paese nel dolore vuoto dei sentimenti che il tempo ha sepolto. Bene, tutto ciò che è di questo colore non comparirà nel viaggio di oggi, niente Amalia Rodrigues, niente Carlos do Carmo nè gingjinha per scacciare i ricordi, solo la gioia e l’energia che esplode come spuma dal ventre nero delle onde.

retrieveImagesInnestato sui canoni della tradizione fadista ma scrollatosi di dosso la cappa scura sostituita dalla caustica ironia delle nuove generazioni, i Deolinda hanno nella carismatica Ana Bachalau la loro portavoce. Chitarre spagnole e contrabbasso fanno da sfondo alla voce irriverente e lucida del racconto attuale, corrente generazione e spirito indomito nelle canzoni tra cui è Parva que Sou! il manifesto, interpretata da standing ovation nell’album registrato dal vivo Deolinda no Coliseu dos Recreios (EMI Music Portugal, 2011). Da cercarsi in una calda serata lisboneta.

600Fuori città si respira aria diversa, Por Este Rio Acima (Triângulo, 1982) è la più soddisfacente fatica Carlos Fausto Bordalo Gomes Dias, detto semplicemente Fausto. In quest’opera campestre e ricca di tutte le sonorità del paese c’è una ricchezza strumentale che reinterpreta la musica popolare cercando di stringerla tutta nel suo abbraccio, un abbraccio che attraversa le province portoghesi in Africa prendendone odore di spezie. Prendete una macchina e da Lisbona salite verso Cabo do Roca, il confine occidentale d’Europa, e fatevi guidare da questo capitano.

51WX5DMUwsLEcco che l’odore si fa un effluvio e diventa afrore di danza sudata, qui non c’è gran che da ascoltare ma da gonfiare i muscoli. Buraka Som Sistema è la lanciatrice del Sound of Kuduro (non la deprecabile danza) vantando partecipazioni d’élite, M.I.A. tra gli altri. Nonostante le menzioni d’onore in premiazioni scialbe come gli Mtv Music Awards il trio lusitano-albanese ha furor da vendere e una miscela di ritmiche afro-caraibiche technicizzate e telluriche. Dopo l’esordio di Black Diamond è Komba (Enchufada, 2011) a rivelare un altro piano del ghetto, Hangover. Accompagnamento in periferia.

galadrop_cover_promoSuperate brillantemente le offerte di suburbia, nel senso che brilli vi dirigete verso il fiume Tago mentre annotta e le stelle illuminano i confini del paese. Qui ogni due anni fioriscono i cactus della raffinata scena psichedelica portoghese sulle rive del Boom Festival, che ha tra i suoi redentori i Gala Drop, amalgama di tutte le musiche di frontiera, quella che separa la terra dal mare e la mente dal mondo circostante. Ogni pezzo del loro album di debutto, Gala Drop (GD Records, 2008), è una costellazione, luminosi punti fissi che generano una geometria al cui interno un occhio (orecchio) attento può individuare miriadi di altre stelle. Svenite.

mbem_di_foraUna voce penetrante e una fisarmonica scacciano le nebbie a forma di calamaro che avviluppavano la vostra mente, vi svegliate sul selciato del lungofiume di Porto, davanti ai tralicci del ponte Eiffel. Qui una donna mozzafiato vi rimette in piedi senza toccarvi. Un canto sostenuto da percussioni esce da un locale lontano, è Lura, ha origini capoverdiane e da quando aveva 21 anni sforna dischi. Con M’bem di Fora (Lusafrica, 2005) affina le sue doti e la lingua creola creando millefoglie passionali. Seguendola vi trovate dentro alla danza sinuosa dell’incredibile Galeria de Paris dove ballerete tutta la notte, se muoverete bene i piedi.

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