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#Libromania – Intervista alla Libreria Giannino Stoppani

A Bologna c’è un posto in cui gli adulti possono ricordare di essere stati bambini. È un posto che si trova proprio al centro della città, in Piazza Maggiore. Vicino c’è la Sala Borsa, nota biblioteca che ha anche una sezione molto articolata per la letteratura per l’infanzia. Per la nostra rubrica, la libreria di questo mese è la Libreria Giannino Stoppani, storica libreria dedicata all’editoria per ragazzi. Ringrazio la professoressa Silvana Sola, una delle fondatrici della libreria, per l’intervista.IMG_20170727_110344

È impossibile passare per il centro di Bologna e non rimanere attratti dalla sua libreria. Le chiederei, come prima cosa, di raccontare ai nostri lettori la storia della libreria. Quando è nata e perché?
La libreria nasce nel 1983, fondata da me e altre socie. Prima dell’apertura della libreria, stavo studiando antropologia con una tesi in essere fino a quando ho deciso, dopo avere seguito le lezioni del professor Antonio Faeti, di andare nella direzione pedagogica. Mi sono laureata in pedagogia con una tesi sul visivo. Dopo l’incontro con il prof. Faeti, io e le altre socie decidemmo, senza avere una particolare conoscenza dal punto di vista commerciale, di andare verso quest’avventura.

Voi siete specializzati in letteratura per l’infanzia. Come mai questa scelta?
Noi siamo specializzati in editoria per ragazzi per cui sia la letteratura, sia la divulgazione artistica, storica, geografica. Le dicevo proprio questo. Noi all’inizio eravamo cinque, tra poco saremo solo due più le persone che ci lavorano, ma avevamo una formazione pedagogica. E io, in modo particolare, ma anche altri dopo di me, mi sono laureata con una tesi in Letteratura per ragazzi per cui è l’ambito che cominciavo a conoscere meglio. Dal 1983 sono passati molti anni e avevamo pensato che comunque fosse stata una buona scelta, è un settore che abbiamo continuato ad alimentare.

Sul vostro sito ho letto che è possibile fare delle visite guidate in libreria. Come funzionano queste visite?
Noi abbiamo quasi tutte le settimane, per quattro giorni alla settimana, delle classi che chiedono di potere visitare la IMG_20170727_110423libreria. C’è un libraio, che è come un traghettatore, che a seconda dell’età dei bambini li accompagna prima un po’ a vedere com’è organizzata la libreria e dopo gli mostra i libri pensati per la loro età, piccole letture, indicazioni d’autori e di illustratori e poi dà a loro la possibilità di scoprire quello che gli è stato anticipato.

Organizzate molte iniziative? Se sì, quali? Ricordo di essere venuta qui una volta per un incontro di Scriba Festival.
Noi abbiamo le visite guidate, i rapporti diretti con le scuole e poi ci sono le presentazioni dei libri per cui autori, illustratori, attività di laboratori e, a volte, come nel caso di Scriba, ci sono dei rapporti con altre realtà della città con le quali collaboriamo e la libreria diventa un luogo di incontro e di una specie di palcoscenico di altre attività.

Cosa può imparare un adulto dalla letteratura per l’infanzia?
La letteratura per bambini e ragazzi è una letteratura così vasta e variegata che all’interno ha tutti gli elementi che possono essere degli elementi di scoperta, di ricerca, elementi che muovono l’immaginario, il fantastico. Prima di tutto, i libri devono avere delle buone storie e allora se un adulto scopre assieme ai bambini e ai ragazzi delle buone storie, ha già fatto una grande scoperta.

C’è un saggio molto bello pubblicato da Einaudi e scritto da Giusi Marchetta che si intitola Lettori si cresce. L’autrice analizza il problema della carenza di lettori giovani, adolescenti che preferiscono la tecnologia, i loro stimoli sono prevalentemente visivi. I dati ISTAT dicono che il tasso di persone che leggono in Italia è basso, questa non è una novità. Ma è basso anche per i piccoli lettori. Come, secondo lei, si potrebbe ovviare al problema?
Io dividerei la risposta in due parti. Da un lato, noi non siamo un paese che ha smesso di leggere, l’Italia è un paese che non ha mai letto. Per una ragione, siamo un paese che è stato fortemente analfabeta fino al momento in cui è stata IMG_20170727_110509proclamata la repubblica per cui è una storia molto recente, la nostra. Prima non si leggeva di più. Siamo un paese in cui si creano poche opportunità con la lettura per cui non sono assolutamente d’accordo sul fatto che la tecnologia sia un deterrente contro il libro. Bisognerebbe che i ragazzi il libro lo scoprissero, ma se non ci sono biblioteche pubbliche in molti comuni d’Italia, se non ci sono librerie, se la letteratura per ragazzi non la si conosce è difficile scoprirla. Dall’altra parte il discorso del visivo, io coordino una specialistica di alta formazione universitaria e insegno storia dell’illustrazione per cui per me l’aspetto del visivo è una cosa estremamente importante. Se loro hanno un rapporto col visivo, io credo che sia una buona cosa, ma questo non vuol dire che non si può avere un buon rapporto con il testo o con entrambi. Bisogna creare le opportunità.

Da quando sono nati non hanno fatto altro che ricevere stimoli immediati, visivi soprattutto. I videogiochi che hanno a disposizione sono incredibili per grafica e complessità: creano dipendenza ma soprattutto sono molto divertenti. Internet mette a loro disposizione qualsiasi informazione (parziale, discutibile, in qualche caso falsa), ma, quel che conta, lo fa immediatamente.  (Lettori si cresce – Giusi Marchetta)

Una volta mi è stata posta questa domanda da un genitore «Mio figlio non legge. Come posso fare?». Lei cosa risponderebbe? È vero che la lettura non deve essere un obbligo, ma un piacere. E allora come si fa a far appassionare qualcuno alla lettura?
Non credo esista una ricetta. Credo che per fortuna i bambini e i ragazzi siano uno diverso dall’altro e le proposte che valgono per uno non sono necessariamente giuste per un altro. Io penso che la cosa importante sia creare una consuetudine con il libro. Per esempio per un adulto è fare un gesto di generosità, prestare la propria voce, leggere le cose che gli piacciono, fare sentire che c’è questa consuetudine alla lettura. Forse portarli nei luoghi in cui i bambini e i ragazzi possono scegliere per cui una biblioteca che abbia un buon settore ragazzi, una libreria che abbia queste caratteristiche. Ecco, non imporre nessun tipo di lettura, ma permettere di scegliere tra tanti libri possibili.

Quali sono i classici per ragazzi che secondo lei sono intramontabili? E quali sono i libri che lei consiglia di più?
I classici sono tanti, fortunatamente continuano a rimanere. Io metterei assolutamente Il giardino segreto, poi una storia assolutamente italiana e straordinaria, quella di Pinocchio, e potrebbe essere Le avventure di Tom Sawyer come Il libro della giungla, dato che sono testi molto diversi dal punto di vista dei contenuti. Non esistono libri che uno consiglia di più, nella realtà dipende dal contingente. Ho finito di leggere Gli ottimisti muoiono prima che è un testo per adolescenti e trovo abbia una scrittura intelligente, una grande capacità di ironia, una certa velocità dal punto di vista della narrazione che diventa una cosa positiva dal punto di vista della lettura per cui mi verrebbe da dire che quello è un libro assolutamente speciale. Per gli albi illustrati, ciclicamente direi Il piccolo re. Trovo interessante raccontare l’esistenza dei libri senza parole per cui un altro tipo di editoria che non si rivolge assolutamente ai piccoli, anzi, si rivolge di più, nella realtà dei narratori, a dei lettori più grandi per fare capire che i libri senza parole contengono potenzialmente moltissime storie. E per ogni lettore c’è la possibilità di dare una voce diversa.IMG_20170727_110533

Tra le novità, ci saprebbe consigliare qualche libro bello e interessante?
Gli ottimisti muoiono prima di Susin Nielsen, edito da Il castoro, è recente. Spazio aperto di Cristophe Léon, edito da Sinnos. Un libro a metà tra narrazione e divulgazione scientifica, si intitola Le farfalle con il testo di Lucia Tumiati e le illustrazioni di Francesca Zoboli per Topipittori. Poi, un bellissimo libro è La famiglia Lista di Júlia Sardà e Kyo Maclear, tradotto in italiano e pubblicato da Rizzoli. È la storia di una famiglia ossessionata dalla lista, dal mettere tutto in ordine, poi comincia il disordine e in questo disordine c’è la possibilità dell’incontro con l’altro, della scoperta, è veramente un libro molto bello. Un libro recentissimo si intitola Mia mamma guida una balena di Chiara Lorenzoni e Pino Pace, edito da Lapis ed è la storia di un ragazzino che trova assolutamente straordinario il lavoro della madre che nella realtà guida un autobus, ma per lui è qualcosa di speciale e avventuroso. Un libro completamente diverso è Come può essere la democrazia, appartiene a una collana spagnola dedicata ai ragazzi che ha vinto molti premi, ed è stato tradotto in Italia da BeccoGiallo.

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