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#Libromania – Intervista a Lèggere leggére

Arrivo a Castel Maggiore (BO) quando il cielo è nuvoloso. Appena scesa dall’autobus, l’aria fresca entra nelle narici, c’è più freddo che a Bologna, penso. Lèggere leggére la trovo subito, attraverso una piazza, molto pulita, ed è lì, accanto a un bar. Prendo un caffè e guardo un po’ fuori dalla vetrina. Ci sono già gli addobbi natalizi, c’è anche un’edizione del Grinch. Entro in una specie di paradiso per bambini, c’è uno scivolo, ci sono i giochi, i libri e una grande sala in cui si organizzano i laboratori e le feste di compleanno. Chiara e Samantha sono due giovani donne, piene di forza di volontà, la loro libreria ne è la prova e le ringrazio qui per l’intervista.

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Qual è la vostra storia e quella della libreria?
Chiara: La libreria è nata da un’idea non antichissima, di un annetto e mezzo fa direi…in sostanza Samantha è venuta a vivere nell’appartamento sotto il mio, qui a Castel Maggiore. Abbiamo scoperto che lei aveva una grande passione per i libri per bambini che usava anche nel suo lavoro, e io la stavo sviluppando, insomma, mi ci stavo appassionando. In più, i nostri rispettivi lavori risultavano un po’ stancanti e problematici nella gestione degli orari e abbiamo pensato di vedere IMG_20171128_122613se l’idea fosse realizzabile. Siamo andate a seguire un corso a Roma della rete Cleio (circuito librerie indipendenti e organizzate), una rete di librerie indipendenti. Lì organizzano corsi per gli eventi e per avere un impatto sui fornitori un po’ migliore di quello che potrebbe avere una libreria, diciamo nuova, appena aperta. Lì fanno questo corso da diversi anni in cui insegnano la gestione e altre cose relative alla libreria, è un corso di un weekend e abbiamo imparato qualcosina. C’è sembrato un ambiente fertile in cui sviluppare il nostro progetto. Abbiamo iniziato a buttare giù le nostre idee, alcune ancora non le abbiamo attuate, abbiamo fogli e foglietti in cui sono scritte e abbiamo trovato questo posto quasi subito. Ne abbiamo guardati altri, due/tre per convincerci che questo era il posto giusto. Poi, abbiamo collaborato fin da subito con alcune realtà, con FareLavoro di Castel Maggiore, un’associazione che si occupa di promozione d’impresa giovanile e loro ci hanno indirizzato verso alcuni aiuti, oltre ad aiutarci con la banca, ma anche nello sviluppare il business plan e capire se l’idea era un’idea nostra bella o se era un’idea a cui il territorio poteva rispondere. Abbiamo sondato il territorio in diversi modi, prendendo dati dalla biblioteca e facendo sondaggi con i social network. Abbiamo visto che l’idea di un posto dove i bambini potessero stare, soprattutto nei mesi invernali, avere delle attività di qualità potesse interessare. Ci siamo lanciate, a maggio abbiamo aperto la società e a settembre la libreria.

Come è nato il nome della libreria?
Chiara: Il nome è fonte di grandi dibattiti. C’è chi dice che è molto bello, chi che è orrendo. Abbiamo vagliato molti nomi. Questo ha un riferimento letterario, poi alla fine io sono fanatica dei giochi di parole. L’idea del lèggere ci stava, mentre leggére è in definizione.
Samantha: Ci piaceva l’idea che questo posto potesse alleggerire i genitori che si trovano con i bambini e non si sentono in grado di gestirli tutto il tempo in una giornata piovosa, quindi l’alleggerimento per loro. Poi, la lettura è leggera, quando leggi un libro, la testa parte e quindi ci dava quest’immagine.
Chiara: E, poi, abbiamo pensato che la leggerezza potesse portare con sé anche l’idea di un’impronta ambientale. Per questo, abbiamo pensato di non comprare tutto all’Ikea o dal falegname, ma anche di realizzare noi stesse alcune cose. Quando scegliamo i giochi, non prendiamo tutta la plastica del mondo e ci interessiamo a come sono fatti.

Come mai avete scelto di focalizzarvi sulla letteratura per l’infanzia?
Samantha: Di base perché era quella che conoscevamo di più. Mi viene da dire che avere una libreria generalista vuole dire davvero avere una preparazione molto elevata. Come diceva Chiara prima, io faccio l’educatrice e oltre a leggere libri per me, leggo in continuazione libri per l’infanzia ai bambini, lei ha tre figli e quindi anche lei ne legge molti. Io pensoIMG_20171128_122641 che la letteratura per l’infanzia sia l’inizio, si parte da bambini e quindi, secondo me, è sempre molto bello riuscire ad avvicinare più bambini alla lettura in modo tale che, si spera, ci saranno, in futuro, adulti che leggeranno. Poi credo anche che nonostante ci sia il commercio online, per i libri per bambini la questione sia un po’ diversa rispetto a comprare un romanzo su internet perché i bambini devono avere la possibilità di entrare in contatto con il libro. I bambini qui vengono perché hanno bisogno di toccare i libri, sfogliarli, annusarli. A volte i genitori sono molto preoccupati di questa cosa perché si spaventano che i loro figli ci rovinino i libri, ma per fortuna è successo solo due volte. Pian pianino, i bambini capiscono che è un luogo dove stare tranquilli, è un luogo educativo perché impari ad avere rispetto per le cose, a prenderle e a rimetterle a posto rispetto, magari, a casa propria. I bambini che vengono qui, almeno in gran parte, sono molto attenti.

Ho letto che organizzate laboratori e feste di compleanno. Partiamo dai laboratori: quali sono stati i più riusciti? E quali saranno i prossimi?
Chiara: La statistica non regge perché abbiamo aperto da poco, comunque alcuni li organizziamo noi e altri, invece, in collaborazione con altre realtà. Sono stati tutti così diversi e alcuni sono stati partecipati, altri un po’ meno, ma in ogni caso belli. Ci piace proporre qualcosa che piace a noi, ma ricerchiamo anche le collaborazioni. Domenica abbiamo avuto la presentazione del libro Bella, edito da Les Mots Libres e scritto da Canizales che è venuto qui domenica, ha letto in lingua originale con l’editor della casa editrice che traduceva. C’erano 25 bambini che ascoltavano la lettura in spagnolo e poi hanno giocato con le immagini del libro, è stato molto carino. Ospitiamo anche un giovanissimo team di illustratori, Polpa Studio: hanno fatto un laboratorio il mese scorso e ne faranno un altro tra poco, loro sono fantasiosi come tutti gli artisti. Un altro laboratorio è stato quello con l’associazione Laurora che si occupa di perdita perinatale, di bambini morti poco dopo la nascita o aborti. I ragazzi dell’associazione sono venuti e hanno letto un libro molto bello ai bambini, hanno creato delle cose con loro.
Samantha: A dicembre, faremo delle letture natalizie tutti i lunedì pomeriggio con un finale festoso. Poi ci sarà un laboratorio di Polpa Studio sulla storia della letterina di Natale, quali percorsi fa per arrivare a Babbo Natale. Verranno ricreate molte situazioni su cosa succederà a questa letterina tra cui essere pestata, mangiata da vari animali. Poi ci sarà un’altra artista molto brava e in gamba, Roberta Pizzi, che proporrà, attraverso materiali insoliti come frutti strani e altre cose dai nomi strambi, alcuni addobbi natalizi. L’uno dicembre abbiamo la lettura finale di un corso di lettura ad alta voce a cui hanno partecipato 15 adulti. Quest’ultima è stata una scommessa perché non sapevamo se le attività per adulti senza bambini potessero avere un seguito e invece è stato un successo! Sono venuti soprattutto insegnanti e qualche mamma, hanno partecipato a questo corso tenuto da un’attrice che fa promozione della lettura da tanto tempo, Elena Musti, e l’uno dicembre faranno questo saggio finale leggendo un paio di racconti.

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Per quanto riguarda le feste di compleanno, invece, come vi organizzate?
Sono molto impegnative ed è difficile contenere i bambini che hanno un’abitudine diversa per le feste di compleanno. Qui, per esempio, va per la maggiore la ludoteca con i gonfiabili. I bambini arrivano qui e magari si aspettano altro, però diversi genitori si sono interessati. Abbiamo fatto la prima e ne abbiamo un’altra a breve. La caratteristica è di partire da un libro che scegliamo con i genitori. Per esempio, alla prima festa di compleanno il libro è stato Carlo alla scuola dei draghi di Alex Cousseau,Philippe-Henri Turin, edito da Motta Junior, perché al bambino piacevano i draghi. Abbiamo letto, fatto qualche gioco dentro e poi abbiamo fatto una corsetta fuori perché il tempo reggeva. Un motivo importante per cui abbiamo scelto questo posto è sia perché quando fai un laboratorio da questo lato della libreria, le persone possono comunque entrare e poi abbiamo davanti la piazza, noi abbiamo aperto a settembre e quindi non abbiamo avuto la possibilità di sfruttarla molto, ma con il bel tempo ne usufruiremo sicuramente.

I dati sul tasso di lettura in Italia sono bassi, eppure ci dicono che a leggere di più sono i bambini e gli adolescenti. Cosa dite a tal proposito? Nonostante la libreria abbia aperto da poco, qual è l’affluenza di piccoli lettori?
Fortunatamente possiamo dire di sì, abbiamo un dato falsato in senso buono: abbiamo aderito all’iniziativa Io leggo perché dell’AIE, abbiamo aderito per vedere come andasse e con noi si sono gemellate ben undici scuole. A fine ottobre, abbiamo avuto una settimana che sembrava fosse il 23 dicembre, sono venuti tantissimi bambini che ci hanno conosciuto, noi giriamo e quando li incontriamo, ci indicano dicendo “Lei è quella della libreria!”, abbiamo incontrato tante classi, è stata una settimana impegnativa però fruttuosa. C’è stata una buona risposta delle mamme ed è un’ottima cosa perché noi abbiamo aderito all’iniziativa, però poi sono i genitori a scegliere di comprare un libro per la scuola che frequenta il figlio, è un acquisto privato. I genitori sono venuti e, nonostante ci fossero anche scuole di zone limitrofe, i genitori sono venuti lo stesso quindi sembra che sia importante acquistare un libro per la scuola. C’è una bella comunità di genitori, domenica, per esempio, eravamo in collaborazione con questo comitato genitori della direzione didattica che raccoglie tante scuole qui a Castel Maggiore e anche lì abbiamo avuto una grande affluenza attraverso il canale della scuola che è fruttuoso di contatti. A me è capitato spesso di proporre un gioco a differenza del libro e mi hanno risposto “No, preferisco prendere un libro”. Questo è significativo e poi ai bambini piace, i bimbi vengono qui e chiedono ai genitori di leggergli dei libri, è sicuramente positivo.

Sulla vostra pagina Facebook, ho letto che avete una preferenza per i piccoli editori indipendenti. Potreste consigliarne qualcuna e dire perché un genitore dovrebbe comprare i libri pubblicati da queste case editrici?
Chiara: Terre di Mezzo che è comunque grande e più conosciuta. Io ho una passione per Minibombo di Reggio Emilia che fa delle cose per i bambini piccoli – quelli che frequentano di più la libreria – meravigliose perché non li tratta da sciocchi, in ogni libro ci sono delle parole strane che magari loro non conoscono e così leggendo imparano e, al tempoIMG_20171128_122632 stesso, i libri sono spassosi. Ho letto Dalla chioma ai bambini e volevano farselo leggere altre dieci volte. Spero che in primavera li avremo qui. Samantha: Mi viene da dire Sinnos che si dedica all’alta leggibilità, le loro prime letture sono molto gradevoli senza trattare i piccoli lettori come bambini di due anni che non sono. Anche Uovonero ha dei libri molto belli, specifici per i piccolini e per adolescenti. Poi, mi piace molto Lavieri che come grafica è tutto, il fumetto è abbastanza accattivante per i lettori più grandicelli. Anche Les mots libres che ha questi due titoli per bambini (Bella e Il libro più straordinario del mondo), però sono molto belli e sono piaciuti molto.

Natale si avvicina…cosa acquistare per metterlo sotto l’albero di Natale?
Chiara: Avremmo bisogno di vedere uno scaffale di libri, ma detto questo io darò un consiglio su due cose che mi piacciono anche per adulti uno è Human di Tommaso Percivale di Lapis Edizioni, una fantascienza meravigliosa e lo dico io che non sono una grande amante della fantascienza, ma l’ho letto in un giorno, è la storia di un’androide femmina che scopre di essere di più di un robot. L’altra è Il mistero del London Eye di Siobhan Dowd (Uovonero), autrice irlandese morta prematuramente, questo è un libro che ha vinto l’Andersen, è molto famoso: parla di autismo senza essere pedante.
Samantha: la mia passione è il Grinch, è un classico ma è scritto molto bene. Poi, per i piccolissimi tutta la serie di Buongiorno postino che è molto divertente. Per le mamme in attesa consiglierei Un giorno di Alison McGhee e Peter H. Reynolds che parla di una mamma che accompagna nella crescita il figlio.

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