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#Libromania – Intervista alla Libreria Ulisse

Con questa prima intervista si inaugura #Libromania, una rubrica che nasce con l’obiettivo di far conoscere le librerie indipendenti in Italia, le persone che vi lavorano e che svolgono il loro mestiere con passione. Già molte volte, sul nostro blog, abbiamo affrontato tematiche legate al basso tasso di lettura in Italia, al lavoro delle case editrici indipendenti, alla crisi che le librerie – soprattutto quelle indipendenti – sono costrette ad affrontare ogni giorno con l’avvento di Amazon e di altre aziende di commercio online. Così nasce #Libromania, con l’intento di creare una mappatura delle librerie indipendenti in Italia. Il nome di questa rubrica è un omaggio alla libreria (ormai chiusa) della mia città natale dove ho speso tanto tempo, tanto denaro, ma dove – soprattutto – i librai hanno avuto molta pazienza con me e hanno  coltivato il mio modus legendi. Protagonista del debutto è la Libreria Ulisse che si trova a Bologna (precisamente in Via degli Orti, 8). Ringrazio Gian Luca Tugnoli, uno dei fondatori della libreria, per l’intervista.

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Buon pomeriggio, Gian Luca. La prima domanda che voglio porti riguarda il nome della libreria. Ulisse è un nome importante, un personaggio letterario che dopo secoli continua ad appassionare. Come mai avete scelto questo nome?
Intanto siamo nati come libreria specializzata di viaggi, per cui quale nome migliore di Ulisse poteva connotare la nostra avventura? Avventura che Ulisse pare avesse ben sviluppato nei suoi tragitti mediterranei. Ulisse è soprattutto un nome corto che si ricorda subito, ci è sembrata la scelta più semplice e migliore per la nostra attività che nasce nel 1993.

Dunque la Libreria Ulisse ha più di vent’anni…
Sì, ha più di vent’anni e resiste da più di vent’anni, nel 1996 ci siamo ingranditi, abbiamo preso due piccoli spazi contigui e da 50 mq siamo diventati 100 mq e siamo diventati molto più visibili alla cittadinanza.

Siete sempre stati in questa via?
Sì, siamo sempre stati qui in questa zona, non ci siamo mossi. Abbiamo deciso di portare i libri verso la gente visto che allora le librerie erano tutte situate in centro e abbiamo deciso di decentrare l’attività libraria per offrire un servizio alle persone.

Come è nata l’idea di aprire la Libreria Ulisse?
Siamo nati attraverso l’amore che io e altri soci abbiamo avuto e abbiamo tuttora nei confronti dei libri. Così, abbiamo trasformato questo sentimento in questa attività. Un paio di soci se ne sono andati nel frattempo, ma l’attività resiste con discreto successo, nonostante le problematiche di questi anni, perché ricordiamoci che dal 2008 si sono circa persi 700/800 mila lettori in Italia con una riduzione del fatturato di più di un miliardo di euro.

In Italia si legge poco, lo ha detto lei e lo dicono i numeri. Nonostante ciò, qual è la fascia d’età che frequenta di più la vostra libreria?
Allora, la nostra libreria è situata in una zona residenziale medio-alta che fa da tramite e da collegamento tra il centro, la periferia e la prima periferia. È una zona pedecollinare e ci sono tutti gli ingredienti per avere un numero discreto di visitatori di classi sociali e di età completamente diversi. Per esempio, abbiamo un importante settore per bambini,IMG_20170606_164743 molto sviluppato, con libri particolari e pubblicati anche da editori indipendenti. Molto curati sono anche il settore di viaggio che non abbiamo mai dimenticato, il settore della saggistica e quello della fotografia. Abbiamo fatto un contratto con l’editore MACK che si occupa di fotografia, sono gli unici, credo, in Italia, e abbiamo i suoi libri. L’utilizzatore medio della libreria è un utilizzatore di età varia, è sicuramente un lettore il nostro visitatore tipo e ricordiamo che in Italia sono solo quattro i milioni di persone che fanno il mercato del libro, sono solo quattro milioni le persone che comprano più di otto libri all’anno. Per cui, il mercato del libro in Italia è sostenuto da questi quattro milioni di persone tra cui penso che molti di questi si annoverino tra i nostri clienti.

Nel bolognese ci sono molte librerie indipendenti. Avete contatti fra di voi? Se sì, si potrebbe parlare di una piccola comunità?
A differenza di quello che è nato in Lombardia e da poco in Piemonte non esiste una rete di librerie indipendenti in Emilia-Romagna ed è un buon motivo per crearne una subito.

La vostra libreria è una specie di paradiso per gli amanti della lettura. Siete aperti sette giorni su sette, dalle 10 alle 21. Come mai questa scelta?
Nel momento in cui siamo nati abbiamo subito tenuto presente l’essenzialità del servizio che dovevamo dare. Per cui una libreria di viaggio come siamo noi era ovvio che dovesse essere aperta anche la domenica e a orario continuato. IMG_20170606_165034Anche la domenica la nostra clientela ci ha sostenuto per cui continuiamo a mantenere quest’orario che è impegnativo, ma dà dei risultati perché la nostra libreria è frequentata dalle dieci del mattino alle nove di sera, compresi i giorni festivi e la domenica. Riguardo alla frase che lei ha detto all’inizio, sul fatto che la nostra libreria sia una specie di paradiso per gli amanti della lettura, noi ci riferiamo a una lezione che tenne Umberto Eco a un corso per librai tanti anni fa dove disse: «Voi potete fare la libreria che volete, ci potete mettere un libro solo oppure ce ne potete mettere centinaia, ma l’importante è che sia sempre un viaggio iniziatico, che all’interno di questa libreria l’utente riesca a trovare un filo conduttore e dei motivi per perdersi all’interno dei libri esposti».

È davvero una lezione bellissima.
Un’altra cosa che disse, sempre importantissima, è che il sapere è felicità. È solo se si conosce, se si approfondisce, che si è veramente felici. L’ignoranza e la superficialità non danno capacità di conoscenza e quindi ci relegano nel limbo di cittadini di serie B.

La zona non è centrale. Questo vi ha mai ostacolato a livello di clientela?
Se io fossi la Libreria Feltrinelli sotto le due torri avrei una massa di visitatori decisamente più alta di quella che viene in libreria però, essendo su una via di grande traffico come questa, possiamo avere come clienti tutte le persone che si muovono sia in autobus, che in bicicletta che in auto e che si possono fermare nelle ore a loro più consone per poter fare acquisti. Quindi, diciamo che diamo una possibilità diversa a persone che si muovono sul territorio.

Siete stati allo stand della trentesima edizione del Salone del Libro come espositori in collaborazione con Slow Food e con Giunti. Era la prima volta? Cosa avete pensato del salone di quest’anno?
Sì, era la prima volta che andavamo a Torino come espositori. Ci hanno chiamato all’interno del Padiglione Gastronomico, creato per la prima volta, di più di 500 mq al cui interno c’erano delle realtà che trattavano i libri di gastronomia, di cucina, di pasticceria, eccetera. E dato che noi abbiamo un settore molto fornito di libri di pasticceria, cucina e gastronomia, siamo stati contattati per questo motivo. Questa trentesima edizione è stata bellissima, il Salone è stato frequentato in una maniera incredibile da visitatori da ogni dove. Inoltre, è un evento istituzionalmente importante e doveva scontare il flop del salone precedente di Milano che purtroppo ha avuto un pessimo risultato di pubblico, incassi e rilevanza nazionale.

Purtroppo sì. Invece, immagino che siate andati spesso al Salone Internazionale del Libro come visitatori…cosa avete riscontrato rispetto alle edizioni passate?
Sì, siamo andati come visitatori da quando nacque. Quest’anno il Salone Internazionale del Libro voleva riscattarsi, aveva una capacità superiore dal punto di vista del potenziale. È stato bravissimo Nicola Lagioia come direttore, la città di Torino è una città che ben si presta a questo tipo di salone. Il salone del libro è Torino.

Organizzate molti eventi qui in libreria?
Cerchiamo di organizzare poche cose, ma fatte bene. A proposito di gastronomia, abbiamo presentato due/tre anni fa il libro di Massimo Bottura che è uscito per le Edizioni L’ippocampo, piccola, ma validissima casa editrice lombarda e abbiamo avuto un successo clamoroso perché era la prima volta che Bottura veniva in veste d’autore a Bologna. Un’altra bellissima iniziativa che abbiamo sostenuto è stata quella con il fotografo Steve McCurry, qualche anno fa. Anche lì, abbiamo dovuto dividere l’incontro in due momenti perché l’affluenza era veramente eccezionale e quindi ci sono stati due momenti: uno in libreria e uno in una sala verso San Lazzaro dove c’era più spazio per potere accogliere tutti. Steve McCurry è un uomo incredibile, soprattutto al pensiero che questo signore ha una mano sola perché è stato colpito da una forma di poliomielite da bambino, per cui lui praticamente utilizza solo il braccio sinistro e il braccio destro lo usa da appoggio, non ha sensibilità. Pensare alle macchine e agli strumenti con cui lui deve lavorare solo utilizzando un arto, è veramente incredibile.

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Concordo. Steve McCurry è un uomo veramente eccezionale. Passo all’ultima domanda, cinque romanzi da mettere in valigia dato che l’estate è alle porte?
Allora, cerco di evitare i nomi e gli editori più conosciuti. Un libro bellissimo che consiglio è Le carte della Signorina Puttermesser di Cynthia Ozick, scrittrice austriaca, edito da La nave di Teseo. Poi, La Trilogia della Pianura di Kent Haruf, edito da NN Editore, piccolo e bravissimo editore lombardo. La saga di Bussi (Ninfee nere, Tempo assassino, Non lasciare la mia mano) edito da E/O Edizioni, questi romanzi sono dominati da filo giallo che conduce a nuove scoperte e a nuovi rapporti tra i personaggi. Come quarto, non cito un libro ma un autore che è Stefano Benni, autore della nostra città che pubblica per Feltrinelli. Non indico un romanzo in particolare perché è Benni, è il lupo, bisogna leggerlo sempre. Come ultimo romanzo, invece, mi sbilancio e cito un grande editore che è Einaudi, ma consiglio Le otto montagne di Paolo Cognetti, quest’esperienza in montagna di qualche anno che l’autore fa e poi trascrive su pagine memorabili, è veramente un grande libro.

Photocredit:
L’immagine di copertina è stata realizzata da Giorgio Ginevra, è sotto copyright pertanto è vietata la distribuzione.
Le fotografie all’interno dell’articolo sono state scattate dalla sottoscritta.

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