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LORO 2. L’Italia dopo il crollo

LORO-2_Riccardo-Scamarcio_02651_photo-by-Gianni-FioritoÈ di qualche giorno fa la notizia di un biopic su Berlusconi, voluto dal produttore Steve Jones e tratto dall’inchiesta del giornalista Luca Telese (La marchesa, la villa e il cavaliere. Una storia di sesso e potere da Arcore ad hardcore). Si tratterebbe, come nel caso di LORO, di un’opera in due parti, avente come soggetto lo scandalo immobiliare che coinvolse l’ex premier e l’avvocato Cesare Previti. Era dai tempi del Caimano di Moretti (2006) che il cinema non si interessava al Cavaliere, e verrebbe quasi da chiedersi se ora sia giusto farlo, dedicandogli non uno ma ben due dittici. Nel caso di Sorrentino la risposta è sì.

LORO 2 è infatti un complemento necessario, che però non arriva ad approfondire quanto già detto. Ci si ferma pertanto alla superficie, ché sondarla non è possibile, e la superficie qui coincide con la maschera indossata da Servillo. Ma cosa si nasconde dietro tutto quel cerone? Inutile cercare di decifrare le sue espressioni, e ancor più tentare di indovinarne i pensieri: la sinistra ha fallito nello smacchiare il giaguaro, non capendo che si trattava di una mera pelliccia. L’errore degli avversari è stato supporre una complessità che non esiste, applicare la psicologia a una mente che la rifiuta. Chi veramente lo capisce sono quelli che si rispecchiano in lui, che vedono sé stessi nel riflesso del suo volto. Così fa Ennio Doris, che non a caso ha lo stesso suo viso, il quale ricorda all’amico la loro comune missione. them-2-loro-2-film-reviewPrima ancora di essere un politico Berlusconi è infatti un venditore, un piazzista, uno dedito alla compravendita di qualsivoglia merce. Riesce ad acquistare la fiducia di sei senatori, a farsi recapitare una schiera di olgettine, ma è soprattutto abile a promettere quello che in realtà non ha. Ed è appunto sui miraggi che si regge il suo impero. Quando però le illusioni cessano, quando gli amici ti tradiscono e una ragazza ti rifiuta, ecco allora che le fondamenta cominciano a cedere, i sogni a diventare incubi. Si resta vittime delle proprie menzogne, identificandosi nel riflesso restituito dagli altri. Partecipare al compleanno di una diciottenne ci sembra allora generoso, invece che patetico, e così regalare dentiere ai terremotati. E a poco serviranno i consigli dei colleghi, le giuste obiezioni di una moglie ormai indignata: la maschera ci si è incollata alla faccia, lasciando trasparire nient’altro che tristezza.

LORO-2_Alice-Pagani_04137_photo-by-Gianni-FioritoLa tragedia de L’Aquila assume dunque un valore simbolico: è lo stesso Berlusconi a crollare, trascinando nel baratro l’intero suo Paese. Proprio ora che si ha bisogno di speranza il premier non è più in grado di fornirla, e l’entusiasmo che era riuscito a vendere, con il quale aveva comprato l’Italia, sembra anch’esso essere stato sepolto. L’allegria, insieme a Mike, è infatti scomparsa dalle reti nazionali, che ormai non riflettono che la disperazione di chi le possiede. Berlusconi stesso, senza nemmeno rendersene conto, è diventato più ridicolo delle fiction da lui prodotte. Se ne accorgono però gli spettatori, che decidono di cambiare finalmente canale, ed è a loro, più che ai vari furbetti del quartierino, che il film è dedicato. Per quanto più cupo rispetto al precedente, questo secondo capitolo si chiude però con un’immagine positiva: nei titoli di coda si vedono i soccorritori all’opera, protagonisti silenziosi di un’Italia che resiste. LORO finisce dunque dove inizia La Dolce Vita, con l’immagine di un Cristo che si libra nei cieli, in una scena che è però priva dell’ironia cara a Fellini.

Lo stesso redentore qui è sconfitto, e non resta dunque che salvarci da soli.

Photocredits: www.dire.it; www.n3rdcore.it; www.cinequanon.it

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