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Palazzo Pallavicini: Nel segno di Manara

Dal 22 settembre 2017 al 21 gennaio 2018 Bologna ospiterà Nel segno di Manara. Antologia di Milo Manara, una mostra retrospettiva su uno dei fumettisti e illustratori italiani più conosciuti e amati nel mondo. Noi di Tropismi non potevamo certo mancare e così, il 22 settembre, armati di curiosità e entusiasmo siamo andati a fare un giro tra queste illustrazioni meravigliose.

Ad ospitare la mostra è il Palazzo Pallavicini, in Via San Felice 24, una dimora privata settecentesca che apre le sue porte al pubblico per mostrare alcuni tra i lavori più famosi dell’autore, ma anche tavole quasi mai viste come alcune di Un fascio di bombe, o quelle ancora inedite del secondo volume di Caravaggio. La mostra, curata da Claudio Curcio e dal gruppo Pallavicini S.r.l. in collaborazione con Napoli Comicon, conta un totale di 130 opere, che offrono un panorama completo del lavoro di Manara, dalle illustrazioni per la stampa e il cinema, ai lavori come fumettista e alle varie collaborazioni con altri grandi del panorama italiano e non solo.

Il tour della mostra inizia con una prima sezione dedicata a una serie di acquerelli su Brigitte Bardot. Come spiega il curatore della mostra “quando Manara è stato contattato per la realizzazione di questa serie di acquerelli è stato per lui come ritrovare le sensazioni che da giovane lo assalivano a ogni nuovo progetto: non solo la voglia di far bene, ma https://goo.gl/SGTRWAanche la paura di deludere la diretta interessata.” Per Manara, come per molti della sua generazione, infatti, Brigitte Bardot rappresentava senza dubbio un’icona, quasi un personaggio mitico, una dea. A ciò si aggiunge che erano passati ben 40 anni da quando questa bellezza mozzafiato aveva concesso un’autorizzazione per una sua raffigurazione. Questa serie di illustrazioni impegna Manara per più di un anno, alla fine del quale l’autore avrà  realizzato 25 acquerelli in gran formato. Ognuno di questi rappresenta alcune delle scene che più hanno segnato l’immaginario di varie generazioni. Vediamo, ad esempio l’illustrazione inedita “Brigitte Bardot II – Orchidea”, che ritrae il volto in primo piano dell’attrice, o ancora, una sensuale ed aggraziata Brigitte Bardot sulle punte, in posa da ballerina, ritratta in “Brigitte Bardot XIII – Cigni”, e le illustrazioni inedite degli studi per la realizzazione della statua di bronzo costruita a Saint Tropez, affidata allo stesso Manara.

La seconda sezione è dedicata alle illustrazioni. Una mole incredibile di disegni e manifesti per cinema, film, festival e rassegne. Ciò che più stupisce, però, non è la quantità dei lavori realizzati dall’illustratore, quanto i numerosi rimandi presenti in ognuno di essi. Che si tratti di riferimenti artistici, storici, filosofici, dietro ognuna delle belle fanciulle al centro di queste operec’è molto altro. Ogni illustrazione è ricca di dettagli e piccoli particolari che non possono passare inosservati. Sono questi, infatti, a raccontarci la storia, a svelarci il non detto, il nascosto. Si veda, ad esempio, “Valchiria – Copertina variant di Fearless Defenders – MARVEL, si osservino tutti i particolari presenti in questa illustrazione, dagli accessori, ai particolari dei calzari, e perfino quello che può sembrare un semplice body indossato dalla guerriera. Si osservi la potenza del suo sguardo e lo sfondo alle sue spalle. O ancora “Trotula de Ruggiero – Affiche per mostra Mulieres – Salerno COMICON”. Qui, oltre la bellezza delle due donne, torna ad attirare l’attenzione la ricchezza dei particolari: le provette e i boccioni sul tavolo, l’abito stesso di una delle due donne, il libro sul pavimento e il breve scorcio di mare che si intravede dalla finestra sullo sfondo. E che dire ancora della bellissima illustrazione in bianco e nero di Andrea Pazienza, o della coppia “Dalla e Ferilli”, e di tutta una serie di omaggi tra cui l’inedito “Star Wars – Rey”, o “Omaggio a Jordi Bernet” e “Omaggio a U-Jin” e il bellissimo ed inedito “Madama Butterfly”.

Ophelia2000_particolareIl tour della mostra continua con una panoramica sulle opere di Manara come fumettista. In questa sezione si alternano storie più lunghe ad altre più brevi. La bellissima “Ophelia 2000”, una moderna rivisitazione del mito dai colori tenui, ma dai forti toni narrativi, una storia muta realizzata da Manara nel 2005 per la rivista francese di moda e arte “Numéro”. Sempre in questa sezione troviamo la “Candid Camera (Miele III)”, una serie di maliziose illustrazioni in bianco e nero in cui la storia viene raccontata non tanto dalle didascalie nei bolloon quanto proprio dai disegni. Ma è proprio in questa sezione che troviamo anche alcuni piccoli capolavori come le due pagine omaggio a Corto Maltese. Gran parte di queste storie nasce in un periodo storico ed editoriale ben preciso per il  fumetto italiano, quando questo era ancora ancorato alla pubblicazione su riviste. È questa la storia della realizzazione di storie come “Réclame, Acherontia Atropos e tante altre.

Altra sezione della mostra è quella dedicata alle illustrazioni per Fellini. Come ci racconta il curatore Claudio Curcio,

“Manara ama raccontare l’episodio che gli ha permesso di conoscere Federico Fellini: era il 1984 e il disegnatore aveva realizzato un bellissimo omaggio per una mostra dedicata al regista riminese, la storia ‘Senza Titolo’ vera e propria dichiarazione d’amore del disegnatore a quello che era per lui un vero mito, onirica, e surreale, con protagonista Marcello Mastroianni. Fellini, che l’aveva molto apprezzata, cercherà di parlare con Manara, telefonando a casa, senza successo. Il nostro autore, saputo della chiamata persa, ha prima un mezzo infarto e poi passerà i giorni seguenti senza mai allontanarsi troppo dal telefono.”

Questa simpatica storia spiega e riassume chiaramente la passione e il lavoro dietro i lavori ispirati da e per Fellini. Tra questi si vedano le illustrazioni per “Viaggio a Tulum”, pubblicato sul Corriere della Sera nella forma di sceneggiatura, che diventerà un fumetto proprio grazie a Manara, e che vedrà come protagonisti lo stesso Fellini, Vincenzo Mollica e Marcello Mastroianni e tutta una serie di illustrazioni per portfolio che il disegnatore realizza come omaggio al regista. Da non dimenticare, infine, è “Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet”, una storia nata dai testi di Fellini, raccontata sapientemente dai disegni di Manara e pubblicata per la rivista Il Grifo.

La mostra si chiude con due ultime sezioni: le illustrazioni della serie lo Zodiaco, e quelle della serie dedicata a Mozart. Le prime nascono da una richiesta da parte della galleria franco-belga Huberty e Breyne che commissiona all’autore https://goo.gl/qCWtqHuna serie di illustrazioni a tema per una mostra che inaugurerà dei nuovi locali a Bruxelles. Costante in tutti i dodici lavori è l’uso dello stesso colore, il ciano, e la figura femminile, ovviamente. I segni zodiacali acquistano, grazie alla maestria di Manara, una sorta di aura virginale. Bellezze eteree, carattere arricchito e sottolineato dalla scelta del colore, che esprimono insieme sensualità e innocenza. Le ultime illustrazioni sono, appunto, quelle dedicate a Mozart. Anche in questo caso si tratta di opere realizzate su commissione. Nel 2005, infatti, è proprio l’Associazione Mozart Italia che chiede all’autore di rappresentare la trilogia di Mozart- Da Ponte, per celebrare il 250° anniversario della nascita del compositore. È così che nascono una serie di illustrazioni aventi per tema Don Giovanni, Così fan tutte e Le nozze di Figaro. Il progetto prenderà il titolo Pentiti! e, come tutti i lavori di Manara, racconterà le tre storie attraverso colori accessi e vivaci, un’estrema attenzione al dettaglio (si vedano i costumi dei protagonisti) e, ovviamente, bellissime e provocanti dame.

Con i suoi lavori Manara ha conquistato il mondo: Francia, Asia (grazie alle traduzioni dei suoi lavori in Giappone, Cina, Corea), Sud America (con le sue pubblicazioni, tra le altre, per la Marvel-Spider-Man e la DC Batman), fino a raggiungere addirittura la Russia e il Sudafrica. Questa mostra cerca di ripercorrere e riassumere le tappe di questo incredibile successo, in un percorso artistico che si racconta da solo attraverso l’abilità, la cura e la sinuosità delle illustrazioni. Come Manara usa i suoi disegni per raccontare una storia, così questa mostra usa tutta la lunga serie di capolavori per raccontarne una ancora più grande: la propria e quella dell’autore stesso.

Immagini: https://goo.gl/CK5VBW, https://goo.gl/SGTRWA, https://goo.gl/c3Xwtv, https://goo.gl/qCWtqH

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