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Storia di un faraone resuscitato che diventa superstar

Quando ero piccola, avevo più tempo per rileggere i libri. Adesso è impossibile, ho una wishlist composta da più di cinquecento libri (da comprare!), senza contare tutti quelli che devo leggere non solo per “lavoro”, ma anche per piacere. Però, come dicevo all’inizio, quando ero piccola, vivevo in una città in cui le librerie si contavano sulle dita, c’erano le novità, ma non si trovava tutto (per fortuna, c’era un libraio gentilissimo che ordinava ciò che chiedevo e riusciva a reperirmi l’impossibile). Non andavo spesso in libreria perché c’era la scuola, i compiti da fare, la ritmica e tanto altro, e quindi passavo molto tempo a rileggere i libri. La maggior parte dei miei libri dell’infanzia si trova a casa mia, in Sicilia, e quando torno per le vacanze, mi piace passare un po’ di tempo a osservarli, prenderli in mano, sfogliarli, magari leggerne anche una pagina. È successo lo scorso Natale: ho avuto un po’ di tempo libero e ho riletto C’è un faraone nel mio bagno di cui avevo un bel ricordo. Avevo visto, qualche anno fa, in una libreria di Bologna, il seguito Faraone superstar, ma per un motivo e per un altro ne ho sempre rimandato l’acquisto, poi a febbraio – sempre a Bologna e, quindi, dopo la mia rilettura di C’è un faraone nel mio bagno – l’ho trovato per caso in una bancarella e ho capito che era un segno.

C’è un faraone nel mio bagno è stato pubblicato per Piemme per la collana Battello a vapore nel lontano 1999 (anche se12670053_10153890484066740_2100410100919103414_n adesso è stata pubblicata un’edizione con una nuova grafica). Credo che la collana del Battello a vapore sia più o meno nota a tutta la generazione degli anni ‘90. C’erano – e ci sono ancora oggi – le serie, ognuna contrassegnata da un colore diverso in base all’età consigliata per la lettura, dalla serie bianca per i più piccoli, passando per quella azzurra e quella arancio (di un libro di serie arancio ne ho parlato qui), si arriva alla rossa. C’è un faraone nel mio bagno e il suo seguito Faraone superstar appartengono alla serie azzurra, a partire dai 7 anni. I due romanzi sono stati scritti da Jeremy Strong, classe 1949, inglese, ex insegnante e scrittore di libri per l’infanzia.

«I have always loved making things up and writing stories. I spent most of my teenage years writing poems for my girlfriend, until she gave in and married me».

Il suo primo libro è stato pubblicato nel 1978 con il titolo Smith’s Tail e, poi, ha continuato a pubblicarne molti altri (purtroppo pochi sono stati tradotti in italiano). Dalla pagina web in cui ha parlato di sé e della sua vita, si comprende come Strong sia una persona umoristica e sincera: per esempio, scrive che incontra spesso i suoi ex-studenti, che loro portano con sé i propri figli che si fanno autografare i libri e Strong ne è contento perché lui pensa che non vorrebbe incontrare i suoi professori di nuovo.

«I got my first book published in 1978. (Smith’s Tail.) For several years I wrote stories and I also taught in primary schools in Kent. I loved doing that, well, most of the time anyhow! I was teaching during term time and writing stories and getting them published during the holidays. Nowadays I quite often meet children I used to teach, except that they are now grown up and parents themselves and they are bringing their children to get their book signed! It’s lovely to see them again and find out what they are doing now. (I don’t think I’d want to see many of my old teachers from grammar school again!)»

Passiamo ai romanzi pubblicati da Piemme, partendo da C’è un faraone nel mio bagno. Il romanzo comincia in un museo dove Grimstone, un tempo direttore della Sezione Antico Egitto, e il dottor Jelly, egittologo, scoprono che in uno dei sarcofaghi del museo si trova una mappa per raggiungere «un tesoro più favoloso di quello di Tutankhamon». I due 9788856647174_0_0_1584_80loschi individui aprono il sarcofago, il dottor Jelly legge e traduce i geroglifici di un papiro all’interno della tomba, parole che…risvegliano Sennapod, un vecchio faraone, e il suo gatto, Calpestatore di vermi, dalla morte. I due uomini fuggono spaventati, mentre Sennapod, un po’ intontito (e lo si crede bene perché sono passati 4500 anni), comincia a vagare per la città fino a quando non si trova davanti al furgoncino dei gelati Mister Fresco. Il signor Furetto, proprietario del furgoncino, venditore di gelati e persona d’animo gentile, non appena vede il povero Sennapod malmesso, decide di portarlo a casa dove vive con la moglie Eva e i due figli, Carrie e Ben. All’inizio i ragazzini sono increduli, ma allo stesso tempo entusiasti, di ospitare un faraone. Ben, che è molto colto, racconta alla famiglia molti aneddoti storici sull’antico Egitto e sull’abbigliamento di Sennapod che indossa delle bende che, avendo 4500 anni, puzzano un bel po’. Il faraone, dunque, è costretto dalla famiglia a lavarsi, mentre la signora Furetto prende una sua vecchia camicia da notte e gliela regala. Sembra divertente avere un faraone in giro per casa, ma non è davvero così. Sennapod è simpatico e attira tutti i gatti del quartiere, ma è permaloso e fa anche tenerezza perché non si rende conto di essere resuscitato in un’era moderna e così non solo pretende di essere chiamato Sennapod, Colui il cui nome rimbomberà nei secoli, signore degli ippopotami, padrone dei vermi e di tutte le cose striscianti, ma si permette di appellare tutti i membri della famiglia Furetto, nessuno escluso, «vermi», convinto di essere ancora il faraone dell’antico Egitto. Nel frattempo, Grimstone e Jelly tornano al museo per cercare la mappa e scoprono che Sennapod è sparito, evento che li spinge a cercarlo perfino alla caserma di polizia. Alla fine, grazie all’ingordigia di Jelly che vede il camioncino di Mister Fresco e a causa della parlantina del signor Furetto, si fa presto a scoprire dove risiede Sennapod. I due criminali organizzano un piano per attirare Sennapod e scoprire dove sia il tesoro. Ma, alla fine, sarà Sennapod, con l’aiuto della famiglia Furetto, a trionfare.

In Faraone superstar, Senny – appellativo che la famiglia gli affibbia – è ancora vivo e vegeto e continua ad alloggiare in Templeton Street numero 27 con la famiglia Furetto e i due gatti, quello dei Furetto e il suo Calpestatore di vermi. Il faraone è un ospite ben accetto, anche se non ha abbandonato ancora i suoi atteggiamenti di superiorità. Tutto 9788838435812_0_0_320_80comincia con Carrie che dice di essersi iscritta a un concorso di bellezza e, un giorno, arriva una lettera in cui c’è scritto che la ragazzina è stata ammessa alle selezioni. La famiglia è in fermento, ma prima di uscire di casa per andare al concorso, il signor Furetto vuole mostrare la ristrutturazione del bagno. E proprio alla toilette, a causa di un incidente, Sennapod è costretto a rimettersi le bende che aveva lasciato nel cassetto dopo che erano state pulite e profumate dalla signora Furetto, preferendo loro la vestaglia della signora. La famiglia arriva nel luogo in cui si svolgerà la gara. Al banchetto per le iscrizioni, la ragazza che raccoglie i moduli, fissa Senny ammaliata dal suo abbigliamento e dal suo trucco tanto da chiamare Tamara Salata, una stilista famosissima: le due lo fanno iscrivere al concorso. Adesso ci si domanderà dove si trovino Grimstone e Jelly: ebbene, sono ancora in prigione per ciò che avevano fatto a Sennapod e alla famiglia Furetto nel romanzo precedente. In loro aiuto, però, accorre Serafina, la madre di Grimstone che, come il figlio, non vede l’ora di mettere le mani sul tesoro. Architettando un piano riesce a far evadere i due criminali dalla prigione, mentre Sennapod vince il concorso di bellezza e lancia la moda delle bende. Come nel precedente romanzo, alla fine ci sarà uno scontro fra i tre fuorilegge e Sennapod, aiutato ancora una volta dall’amorevole famiglia Furetto.

È vero, sono entrambi libri per l’infanzia, ed è facile prevedere il finale, ma ciò non toglie che tutte e due le storie parlino di affetto, di amicizia e d’amore e che sì, il bene può anche trionfare sul male, ma Jeremy Strong lo fa con stile, non risparmiandosi una vena umoristica che non disturba nemmeno i lettori di sette anni.

Photo Credit: www.battelloavapore.it; www.jeremystrong.co.uk

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