https://goo.gl/5dN6QN

TER: alla scoperta di una nuova identità

Il caso, e i costi stratosferici dei voli, hanno voluto che quest’anno le mie vacanze avessero come sfondo graziose casette con i fronzoli anziché dorate spiagge e una lieve pioggerellina accompagnata da temperature non esatthttps://goo.gl/8Nbz6Damente estive. Ma, se non fosse stato per questa congiunzione di eventi non sarei qui oggi a parlarvi di un graphic novel ancora inedito in Italia. Il suo titolo è L’ètranger, ed è il primo volume della trilogia Ter.

Realizzato dai disegnatori Rodolphe e Christophe Dubois e pubblicato ad aprile per Daniel Maghen, il primo volume ci introduce in una storia di cui il lettore ha moltissimo ancora da scoprire. Protagonista è Mandor, un giovane ragazzo che ha perso la memoria e l’uso della parola, il cui unico segno di riconoscimento è un tatuaggio sulla spalla destra che riporta la scritta: Main d’or 1. A trovarlo è il Maestro Pip, un saccheggiatore di tombe, che proprio durante una delle sue spedizioni scorge la sagoma del giovane, credendolo morto.

Nel corso di un’intervista ai creatori, lo stesso Rodolphe Dubois definisce il protagonista come un uomo che vive in un momento di ricerca identitaria. Appena arrivato in casa del Maestro Pip, ad esempio, scoprirà di essere un eccellente aggiustatutto. È capace di riparare un pendolo e un tostapane di cui gli abitanti di questa terra ignorano il funzionamento, ma soprattutto riuscirà a mettere in azione una sorta di proiettore che riproduce delle scene del passato, come l’attacco alle torri dell’11 settembre, ma anche degli aventi futuri, dei quali anche noi lettori non abbiamo conoscenza.https://goo.gl/3imWGR

Ma in che epoca siamo? È questa la domanda che il lettore si pone ed è questa la domanda che, secondo quanto detto dagli stessi autori, muove le fila di tutta la storia della trilogia. Si tratta di “una forma di Medioevo che ha già visto il futuro”. Ecco, allora, che la ricerca di una identificazione temporale si sviluppa di pari passo con quella ricerca identitaria perseguita dal protagonista. E se non sappiamo ancora chi è davvero Mandor, se neanche il personaggio stesso sa chi è veramente, perché non pensare a lui come quel profeta di cui parla la profezia?  E in tutti i casi qual è il suo compito su questo pianeta? Si tratta di tutta una serie di domande che questo primo tomo della trilogia apre e lascia aperte, in attesa di risposte che forse verranno fornite nei due successivi volumi (o almeno e ciò che si spera!).

Si tratta, dunque, di una storia chiaramente fantascientifica che sembra rimandare in più di un’occasione a quei racconti di Verne in cui il funzionamento delle macchine diventa il fulcro della storia e mondi diversi e spettacolari tengono il lettore con il fiato sospeso.

Degne di nota sono le tavole che compongono questo primo volume: disegni dal tratto chiaro e preciso e grandehttps://goo.gl/tPCaFM attenzione ai particolari. Si vedano le caratteristiche degli abiti degli abitanti del pianeta, la cura con cui sono rappresentate le strane creature che popolano questa terra e la magistrale attenzione alle ombreggiature dei volti dei personaggi e alla resa delle loro espressioni facciali. Ma più di tutto è la bellezza dei paesaggi che lascia senza fiato, realizzata attraverso un uso attento ed equilibrato dei colori. Se i dialoghi, non particolarmente lunghi, sono ugualmente ben costruiti, sono in realtà i disegni ad essere i veri narratori della storia.

Nella riscoperta della propria identità il protagonista si trova a combattere contro mostri bizzarri e “amici apparenti”, a scoprire o forse riscoprire il piacere dell’amore e a divenire, inconsapevolmente, un eroe per il popolo di quel pianeta che inizialmente lo aveva studiato con circospezione.

Il primo volume di Ter si apre con una domanda: chi è Mandor, nel corso del suo sviluppo porta ne porta a galla di nuove, e lascia il lettore in sospeso, davanti ad una parete di roccia, alle prese con nuove idee e supposizioni. Un graphic novel che coinvolge e incanta con le sue tavole e i paesaggi di un mondo altro, che forse però tanto altro non è.

Immagini: https://goo.gl/3imWGR, https://goo.gl/5dN6QN, https://goo.gl/tPCaFM

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *