copertina

Un anno senza te – Nevicano conigli

Qualche mese fa, tra le novità della Bao Publishing, spuntava un graphic novel intitolato Un anno senza te, sceneggiato da Luca Vanzella e illustrato da Giopota. L’avevo subito inserito sulla wishlist per alcuni motivi. Il primo era il titolo perché prometteva qualcosa di bello; il secondo la copertina perché c’era un ragazzo gigante che teneva in mano un altro ragazzo che mi ricordava un lillipuziano. Ma sulla copertina c’era anche un altro motivo, uno dei più importanti, almeno per me. In basso, in primo piano, spuntano due torri e tanti palazzi con il tetto rosso. Le due torri sono la Torre degli Asinelli e la Garisenda, uno dei tanti simboli di Bologna. Le storie ambientate a Bologna hanno, per me, un’importanza particolare (prendete Bologna indegna, per esempio) perché è la mia città del cuore. Così, ho comprato il fumetto e l’ho letto.

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Un anno senza te è la storia di Antonio, uno studente universitario iscritto in Storia. L’arco temporale in cui si svolge la narrazione è da settembre ad agosto. La storia comincia quando ne finisce una, d’amore precisamente, tra Antonio e Tancredi, il ragazzo con cui è stato per alcuni mesi. Nonostante la brevità della relazione, Antonio si è innamorato di Tancredi e non riesce ad accettare la fine di questa storia. In Settembre, primo capitolo, si percepisce il dolore, il senso di vuoto, l’incertezza di non essere (stato) abbastanza per l’altro, ma allo stesso tempo la consapevolezza che tutto è stato reale, Tancredi è stato il suo compagno, lo ha accettato con i suoi pregi e con i suoi difetti. E Antonio continua a nuotare profondamente nei ricordi, sogna e immagina Tancredi, bello, biondo, alto, dal fisico asciutto. Tancredi impersona il sogno impossibile che aveva scelto – tra tanti altri – lui, Antonio, timido e impacciato, ma dal cuore d’oro.

Tra la fine di una storia d’amore e la sua effettiva accettazione passano dei mesi. Antonio si rinchiude in se stesso, non ha voglia di incontrare nessuno, né di parlare. E a poco servono i consigli e i vari incoraggiamenti dei suoi coinquilini che impersonano la ratio che manca a coloro che subiscono una perdita. Mentre il protagonista è sopraffatto da emozioni e ricordi vari, come il primo bacio sul ponte della stazione di Bologna, i suoi amici cercano di portarlo alle feste IMG_20170706_151804e di fargli conoscere nuovi ragazzi, provano a farlo uscire dal baratro in cui si è rinchiuso. Si percepisce, per parecchie pagine, il senso di impotenza provato da Antonio che vorrebbe chiamare Tancredi, riprovarci. Ma i suoi tentativi falliscono miseramente, mentre dall’alto di San Luca Antonio ammira il paesaggio e brinda all’ultimo esame.

A poco a poco le cose sembrano andare bene. Tra un capitolo e l’altro della tesi sul culto dei santi minori in Italia prima del martirologio di Gregorio XII, un breve ritorno a casa, Antonio fa nuove conoscenze, anche se l’ombra di Tancredi aleggia sempre nei suoi pensieri. A nulla servono le birre con gli amici, le uscite, lo studio matto e disperato, nemmeno l’arrivo di un’altra persona riesce a far dissolvere l’immagine di Tancredi, intrappolata nella mente del protagonista come se fosse un insetto immobilizzato in una ragnatela. Sullo sfondo una Bologna magica e – allo stesso tempo – realistica, disegnata in un modo così dettagliato che è impossibile non riconoscere i luoghi più frequentati, da San Luca alle Due Torri, da piazza Verdi alla Facoltà di Storia. La città rossa girata a piedi, in bici, in motorino, diventa surreale in varie parti della storia in cui tutto può succedere. È possibile che un uomo gigante corra tra i vecchi palazzi e li distrugga, che i santi di un vecchio libro parlino, che dal cielo nevichino soffici conigli bianchi.

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Alla fine del tunnel si intravede la luce, prodotta dall’elaborazione della fine della storia d’amore, dall’accettazione che niente è per sempre. Una sorta di rinascita in cui il lettore è partecipe, dopo essersi immerso nei flashback del protagonista ed essersi immedesimato in lui. Un graphic novel di più di duecento pagine in cui Vanzella e Giopota riescono a stupire. Il primo grazie alla sceneggiatura, ai personaggi, alle parole; il secondo attraverso le tavole disegnate e colorate in maniera eccellente.

Una storia toccante che fa vibrare le corde del cuore.

Photocredit: l’immagine di copertina è stata presa dalla pagina Facebook di Bao Publishing.

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