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Viola giramondo – Imparare a essere cittadini del mondo

Stefano Turconi e Teresa Radice sono due autori molto prolifici e di cui abbiamo già parlato sul nostro blog a proposito de Il porto proibito e Orlando curioso e il segreto del monte Sbuffone, entrambi editi da Bao Publishing. Teresa è abilissima con le parole e le sceneggiature, Stefano è un mago con matite e colori. Tra i miei acquisti al Salone Internazionale del Libro di Torino ho fatto un salto allo stand della Tunué dove ho acquistato Viola Giramondo, vincitore del premio Boscarato Miglior fumetto per bambini/ragazzi al Treviso Comic Book Festival nel 2014.

Protagonista delle tre storie, presenti all’interno del volume, è Viola Vermeer, una ragazzina vivace, sorridente, curiosa, attenta, che ha la fortuna di girovagare per il mondo grazie al Cirque de la Lune, fondato dai bisnonni de la Lunecopertina libro blog provenienti da Parigi. Viola è uno spirito libero, caratterizzato in percentuale anche dal suo nome che è lo stesso di un fiore, di un colore, di uno strumento musicale e anche di una nota opera shakespeariana (La dodicesima notte). La sua vitalità fa sì che le sue avventure siano emozionanti e ricche di sorprese. La fortuna di Viola non è soltanto avere la possibilità di cambiare città per la tournée del Cirque de la Lune, ma anche quella di essere circondata da coloro che portano avanti il circo, una famiglia esuberante e affettuosa di cui Viola è la mascotte. Tra i membri più influenti per l’educazione di Viola ci sono la donna cannone, madre di Viola e amante della cucina; il domatore di insetti, padre di Viola; lo zio Arsène, direttore del circo, dal carattere un po’ burbero ma mitigato dalla predilezione per la nipotina; Samir, grande amico di Viola e trapezista; il nonno, dai tratti asiatici, custode di saggezza. I circensi, con i loro pregi e difetti, insegnano a Viola molto più di ciò che si può apprendere a scuola dove bisogna restare seduti per ore e ascoltare la lezione dell’insegnante.

Proprio nella prima storia, ambientata a Parigi, Viola viene rimproverata dall’insegnante perché «con la testa fra le nuvole» e per punizione le viene assegnato un tema. Al termine delle lezioni, la protagonista si aggira per Parigi e – IMG_20170628_155157grazie a un blocchetto da disegni trovato per strada – incontra e conosce Henri de Toulouse-Lautrec, pittore del tardo ‘800. Nonostante la differenza d’età, i due diventano amici. Entrambi tormentati dal pensiero di essere diversi rispetto ai loro coetanei e da una scadenza (il tema di Viola e un dipinto commissionato a Lautrec) riusciranno a regalarsi a vicenda spunti e sensazioni. Nella seconda storia, intitolata Sinfonia d’Autunno, la carovana del Cirque de la Lune trasporta il lettore nel nord-America dove Viola e la sua famiglia faranno conoscenza – quasi per caso – con un compositore e addirittura direttore del conservatorio di New York. Sopraffatto dalla vita cittadina e ritrovatosi in mezzo alla carovana, il direttore decide di restare con i nuovi amici, «lontano dal brusio del mondo, in cerca di un brandello di pace…di anonimato…di silenzio». Quello che i membri del circo non sanno è che nascosto dentro la paglia del cavallo Misinto, c’è un nativo, un giovaneIMG_20170628_161351 ragazzo di nome Hiawatha che sogna di raggiungere il Canada. Il primo ad accorgersene sarà proprio il direttore del conservatorio che si affeziona immediatamente al ragazzo e prende la sua situazione a cuore. L’incontro tra Viola e Hiawatha è inevitabile. Immersa nei boschi, tra musica e armonia, Viola imparerà che la natura è maestra, ma soprattutto darà a tutti una grande lezione: il diverso non deve spaventare, bensì spronare a imparare e conoscere. Nell’ultima storia, dominata da continui flash-back, la carovana si trova a viaggiare nell’Asia centro-meridionale, nei pressi dell’Himalaya. Questo viaggio non ha tempo per soste lunghe, né per qualche spettacolo. È contraddistinto da ricordi e tristezza, qualche sorriso e molta malinconia. Anche da questa tappa, Viola imparerà a fare i conti con l’assenza e scoprirà le storie dei suoi familiari: come si sono conosciuti i suoi genitori, per esempio, oppure quando Samir e sua sorella sono entrati a far parte del gruppo, ma soprattutto imparerà che ogni fine è anche un nuovo inizio.

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Le magnifiche storie e i dialoghi creati da Teresa Radice si mescolano agli splendidi disegni realizzati da Stefano Turconi che – attraverso tavole e tavole – ricrea situazioni, personaggi e paesaggi, con una grande attenzione ai dettagli e ai colori realistici. Dagli episodi raccontati, il lettore impara tanto quanto come Viola a non badare al giudizio altrui, al fatto che nessuno possa giudicare qualcun altro diverso, strano; impara a cogliere la bellezza che il mondo ci regala, quella che risiede nelle piccole cose. Come Viola, il lettore si eleva a cittadino del mondo.

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