Di borghi meravigliosi in Italia ne abbiamo molti ma questo purtroppo verrà ricordato per le 60.000 bottiglie intrappolate sotto terra. Ecco perché.
L’Italia è una terra meravigliosa e da scoprire. Oltre alle città importanti, visitate ogni anno da tantissimi turisti, ci sono anche i borghi, luoghi ricchi di tradizioni e autenticità. Molti di loro si ricordano per la bellezza dei loro centri storici, per gli edifici antichi, per i paesaggi mozzafiato.
Sono posti in cui il tempo sembra essersi fermato. Ma uno di loro è balzato alle cronache, purtroppo, per una triste vicenda: 60.000 bottiglie intrappolate sotto terra. Ecco perché si trovano lì e di quale borgo si tratta.
60.000 bottiglie intrappolate sotto terra: questo borgo del Friuli è balzato alle cronache per questo motivo. Sì, perché a seguito dell’alluvione che c’è stata tra il 16 e il 17 novembre, la situazione di una cantina famosa della regione è diventata drammatica.
Infatti, durante quella alluvione, il cortile della cantina “Borgo del Tiglio” di Brazzano, in provincia di Gorizia, è stato inondata da 4 metri di fango che hanno intrappolato sotto terra 60.000 bottiglie di vino. L’azienda vinicola, fondata nel 1981 e premiata più volte per i suoi vini bianchi, si è trovata dunque a dover fronteggiare perdite di milioni di euro.
L’alluvione di qualche giorno fa ha distrutto i vigneti storici, gli edifici del Seicento, tutto l’archivio di bottiglie dagli anni Ottanta ad oggi ma soprattutto il vino della vendemmia del 2025. A parlare in questo momento così difficile è Mattia Manferrari, figlio del fondatore Nicola, che ha infatti dichiarato che la situazione è drammatica proprio perché l’accesso alla cantina interrata in cui riposa il vino dell’ultima vendemmia è bloccato.
Mattia ha continuato dicendo: “Adesso è il nostro destino di azienda vinicola ad essere in discussione. Abbiamo perso il nostro lavoro passato, l’unica speranza è pensare al futuro recuperando il vino su cui stavamo lavorando: si tratta dell’equivalente di 60mila bottiglie, contenuto in 150 botti di legno.” Ha anche aggiunto che in pratica è possibile entrare in cantina in maniera sicura per mettere in salvo il vino, ma le autorità hanno interdetto l’ingresso da uno a tre anni.
Manferrari ha quindi dichiarato: “Stiamo cercando di capire con le istituzioni locali come fare per recuperare almeno i frutti dell’ultima vendemmia, altrimenti siamo davvero finiti…“. Insomma, Borgo del Tiglio sta vivendo un momento difficile, non riuscendo ad immaginare il suo futuro, dopo un passato ricco di glorie come i premi per i suoi bianchi da Wine Spectator a Wine Enthusiast.
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