Un saluto semplice, una foto attesa ogni dicembre, e quella sensazione familiare: la cartolina di Natale dei Galles non è solo un augurio, è un piccolo diario di famiglia aperto al mondo.
L’annuale cartolina natalizia di Prince William e Kate Middleton è diventata un rito pubblico e affettuoso. Ogni dicembre, l’account ufficiale di Kensington Palace condivide uno scatto e poche parole. Quest’anno la didascalia è asciutta e universale: “Wishing everyone a very Happy Christmas.” Una formula sobria, tipica della comunicazione della famiglia reale, che lascia spazio all’immagine e a ciò che veicola: identità, continuità, normalità.
Le cartoline reali accompagnano i britannici da decenni: già nel Novecento il Palazzo inviava auguri ufficiali a sostenitori e istituzioni, un costume divenuto più “visibile” con la fotografia diffusa dai media e, poi, dai social (fonti: Royal.uk; BBC News). Con William, oggi Principe di Galles e primo nella linea di successione, e Catherine, Principessa del Galles, il gesto ha un taglio contemporaneo: comunicazione diretta, tono personale, immagini che non ostentano.
A metà foto, l’occhio inciampa in un dettaglio che non si può ignorare: i bambini sono cresciuti. È la ragione per cui molti attendono questa cartolina. I tre figli della coppia — Prince George (nato nel 2013), Princess Charlotte (2015) e Prince Louis (2018) — appaiono oggi in quella zona sospesa tra infanzia e autonomia. È un passaggio visibile, anzi misurabile se si pensa al loro percorso: dal 2022 frequentano la Lambrook School nel Berkshire, dopo il trasferimento della famiglia a Windsor, scelta orientata a una quotidianità più stabile e discreta (Kensington Palace, comunicazione ufficiale 2022).
George, ad esempio, ha avuto un ruolo istituzionale come Page of Honour all’Incoronazione del Re nel 2023; Charlotte e Louis hanno familiarizzato con appuntamenti rituali come il servizio del giorno di Natale a Sandringham e gli eventi celebrativi nazionali, sempre con un protocollo attento alla loro età. Questi passaggi, documentati da media autorevoli e dagli aggiornamenti del Palazzo, costruiscono una narrativa coerente: bambini protetti, ma non invisibili.
Non abbiamo conferme ufficiali sul fotografo dello scatto né sul luogo preciso in cui è stato realizzato: se non indicato dai canali del Palazzo, conviene non speculare. È parte del patto tra pubblico e privato che questa coppia cerca di presidiare con coerenza.
Ogni dicembre, chi guarda riconosce qualcosa di sé: figli che cambiano postura, sguardi che si fanno più densi, distanze che si ricalibrano. Forse è questo il fascino delle cartoline di Natale ben riuscite. Non ci chiedono di credere in un’icona, ma di fermare il tempo un momento. E tu, quale dettaglio vorresti che restasse, nella fotografia delle tue feste, quando guarderai indietro fra qualche anno?
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