Quantifichiamo l’importo dell’assegno pensionistico per chi va in pensione con 15 anni di contributi.
Il sistema previdenziale italiano considera i contributi elementi chiave per il pensionamento. Chi non matura un numero numero di contribuzione potrà dimenticarsi di avere un trattamento mensile a meno che non abbia una disabilità o sia in condizioni economiche svantaggiate.

Ogni lavoratore per capire quando poter andare in pensione dovrà calcolare i contributi maturati durante la carriera. Una volta quantificati si potranno studiare i diversi scivoli che orbitano intorno alla pensione di vecchiaia (67 anni di età e 20 di contributi) per determinate il momento dell’uscita dal mondo del lavoro.
Volendo anticipare l’addio all’attività bisognerà aver maturato tanti anni di contribuzione, dai 30 dell’APE Sociale ai 42 anni e dieci mesi della pensione anticipata ordinaria. Con 20 anni è concessa solo la pensione contributiva dedicata a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 in poi, ha compiuto 64 anni di età e maturato un assegno pari a 3 volte l’assegno sociale. Cifre inferiori le troviamo solo con la pensione a 71 anni per i contributivi puri – bastano 5 anni di contributi) o approfittando della Pace Contributiva. Questa permette il pensionamento con 15 anni di contributi.
Quanto si prenderà di pensione con la pace contributiva
I contributivi puri possono utilizzare la Pace Contributiva per andare in pensione con 15 anni di contributi. La misura permette di recuperare fino a 5 anni di vuoti contributivi – raggiungendo così i 20 minimi per la pensione di vecchiaia o anticipata contributiva – ossia periodi del tutto scoperti consecutivi o non. Un vantaggio che ha un costo. La Pace Contributiva infatti è un riscatto e prevede un pagamento.

Ma arriviamo all’importo dell’assegno pensionistico. Con così pochi anni di contributi bisogna aspettarsi un trattamento piuttosto basso soprattutto avendo avuto uno stipendio medio-basso e rientrando nel sistema di calcolo contributivo. Questo calcola il montante contributivo e applica un coefficiente di trasformazione legato all’età di pensionamento. Ad incidere sull’importo finale, dunque, sono l’età, la retribuzione, il numero di contributi maturati e il sistema di calcolo utilizzato.
Chi ha ottenuto uno stipendio medio di 25 mila euro lordi l’anno dovrà aspettarsi una pensione di 600 euro o poco più con 20 anni di contributi. Per avere una pensione di 1.200/1.300 euro bisognerà aver guadagnato minimo 1.600/1.700 euro al mese netti e avere 40 anni di contributi senza scegliere il pensionamento anticipato.
Bisogna tener conto, però, di un’indicazione normativa. L’importo dell’assegno pensionistico deve essere pari almeno a 1,5 volte l’assegno sociale (538,69 euro nel 2025). Significa dover ottenere un assegno minimo di 808 euro lordi al mese per poter andare in pensione. Con 15 o 20 anni di contributi potrebbe non essere possibile.





