In pochi sanno che in Italia abbiamo un’area archeologica dell’età del Ferro che è un vero viaggio nel tempo: rimarrai senza parole

Puoi visitare un’area archeologica dell’età del Ferro: se sei un amante della storia e dei viaggi che ti fanno tornare indietro nel tempo, ecco dove devi andare.

Tante persone hanno riscoperto un turismo che potremmo definire più “lento”, più distante dai grandi centri urbani, caotici, molto abitati e frequentati da tanti turisti, a vantaggio dei piccoli borghi, più caratteristici e che non hanno nulla da invidiare alle grandi città in quanto a ricchezze da scoprire.

Borgo in pietra
In pochi sanno che in Italia abbiamo un’area archeologica dell’età del Ferro che è un vero viaggio nel tempo: rimarrai senza parole (Instagram @borghitalia) – tropismi.t

Uno di questi è un borgo che fa tornare indietro nel tempo, rimanendo incantati dalla sua bellezza. Risale addirittura all’età del Ferro ed ha una storia davvero particolare. Ecco dove si trova e cosa puoi fare qui.

L’area archeologica dell’età del Ferro: dove si trova e cosa visitare

Il borgo di San Giorgio Ingannapoltron (frazione di Sant’Ambrogio di Valpolicella a Verona) è stato insignito del titolo “I Borghi più belli d’Italia” poiché è un luogo dove si incontrano storia, arte e paesaggio.

Panchina vista
L’area archeologica dell’età del Ferro: dove si trova e cosa visitare (Instagram @posti_e_pasti) – tropismi.it

Già la storia del nome è interessante e ha due interpretazioni:

  • Inganna i pigri: il borgo, visto dal basso della valle, sembra essere molto vicino e facile da raggiungere ma in realtà c’è bisogno di attraversare una lunga e ripida salita che “inganna i pigri, i poltroni”, facendogli credere che la meta sia facilmente raggiungibile (ma non è così)
  • Mucchio di Pietre: molti studiosi collegano il nome a “ganne,” un termine pre-romano che significa “mucchio di pietre” o “località rocciosa e pietrosa,” richiamando l’intensa attività di estrazione e lavorazione del marmo che da sempre caratterizza la zona.

La più accreditata tesi, comunque, è la prima: la salita sembra facile ma inganna. Il paesaggio, comunque, toglie il fiato. In cima, tra marogne, cave di marmo rosso e antichi sentieri, si apre uno dei luoghi più autentici del Veneto. Indubbiamente il cuore del borgo è la Pieve Romanica di San Giorgio, uno dei più importanti esempi di architettura romanica in Valpolicella. La pieve (chiesa) è dedicata a San Giorgio Martire ed è un antico luogo di culto cattolico.

Adiacente alla pieve si trova un suggestivo chiostro del XII secolo e un piccolo Museo/Antiquarium che conserva reperti preistorici, storici e archeologici della zona. Da qui si possono percorrere sentieri unici, come la “Strada della Poesia in dialetto” o la Via Crucis, le cui 14 stazioni in pietra non raffigurano solo la Passione di Cristo, ma anche la dura vita degli scalpellini e marmisti locali.

Insomma, la Pieve di San Giorgio, con il suo chiostro e l’area archeologica dell’età del Ferro, fanno fare al turista un viaggio nel tempo. In particolare, durante la tradizionale “festa delle fae”, che si tiene la seconda domenica di Novembre, è tutto ancora più emozionante.

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