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Assassinio sull’Orient Express. Dov’è finito il vecchio Hercule Poirot?

In questi giorni  i cinema italiani stanno ospitando una pellicola attesa dai più da molto tempo: Assassinio sull’Orient Express, un remake di Kenneth Branagh del famosissimo ed omonimo racconto di Agatha Christie. Il film ha, però, un precursore di indubbia importanza: si tratta del famosissimo adattamento cinematografico del 1974 di Sidney Lumet.

Si fa presto a capire che con un passato del genere alle spalle, quella di una nuova e moderna trasposizione dell’opera è ben più che una semplice idea, ma una vera e propria sfida. Meno chiara, però, è l’affermazione della riuscita di https://goo.gl/aP4sEJquest’ultima.

Ma forniamo prima qualche utile informazione. Un cast di grandi nomi: da Kenneth Branagh, che in questo film mette letteralmente tutto se stesso, interpretando un Hercule Poitot un po’ fuori dagli schemi convenzionali, a Johnny Depp che indossa i panni del malvagio Ratchett, a Michelle Pfeiffer nelle vesti dell’affascinante Caroline Martha Hubbard e Penelope Cruz nella parte della timorosa e spaesata Pilar Estravados. Insomma un cast niente male, ma che risente il duro confronto con quello della precedente pellicola del 1974 (Albert Finney, Lauren Bacall, Ingrid Bergman, Jacqueline Bisset, Sean Connery, John Gielgud, Anthony Perkins, Vanessa Redgrave e Michael York).

Un’ambientazione claustrofobica. Fedelmente, perché non poteva essere altrimenti, a quanto narrato dal racconto della Christie, tutta la vicenda si svolge all’interno di un treno, e per la precisione di un vagone, quello Istanbul-Calais dell’Orient Express. Le riprese sono state fatte negli studi di Longcross, Surrey, all’interno di una locomotiva da 220 quintali e quattro vagoni ricostruita e ripresa da quattro fotocamere Panavision da 65mm per sottolineare la sensazione di claustrofobia che fa da sfondo a tutta la storia.https://goo.gl/X3qkpw

Ma vediamo brevemente, e senza svelare troppi particolare, cosa accadde su questo “disgraziato” treno: siamo negli anni Trenta e il famoso investigatore belga, in partenza da Istanbul, si trova costretto a rientrare d’urgenza a Londra, chiamato per risolvere un caso della massima importanza.  È costretto, così, ad imbarcarsi sull’Orient Express di ritorno da Istanbul verso Calais, e a rimanervi bloccato più del previsto a causa della neve. E quando uno dei passeggeri, commerciante d’arte, viene ucciso durante la notte, quello che doveva essere un tranquillo e piacevole viaggio si trasforma per lo scaltro Poirot in un nuovo ed intricato caso da risolvere.

Nella scelta di riprendere quello che è un grande classico del genere dei romanzi gialli, Branagh propone a se stesso e al suo cast una sfida di grande calibro: c’è il rischio di realizzare un film ormai superato, con una storia già risaputa e con un mistero nient’affatto da svelare.

È, però, proprio nel tentativo di non cadere in questa trappola che il regista inciampa. La ricerca di una forzata contemporaneità, attraverso l’omissione di particolare interessanti a favore dell’aggiunta di momenti inutili ai https://goo.gl/A4JvD7fini della trama e anche della connotazione dei personaggi (inaspettati colpi di pistola, movimenti avanti e indietro nella trama), ha finito per far passare in secondo piano quello che sarebbe dovuto essere l’autentico punto di forza di tutto il film: la sua connotazione di grande classico.

Forse nel tentativo di emulare l’efficace e magistrale caratterizzazione dei personaggi precedentemente messa in scena da Lumet, o forse soltanto per cercare di stupire e carpire l’attenzione del pubblico, la pellicola contemporanea si lasca andare a momenti di pathos eccessivi (un Poirot che si lascia andare a melancolici ricordi di un amore perduto, un finale chiaramente teatrale e melodrammatico).

Branagh cerca di mostrare gli ingranaggi che fanno muovere la sorprendente macchina del genio di Agatha Christie, i sentimenti che governano l’animo umano, a sfavore però della narrazione, dell’autenticità e di quel brivido di stupore ed eccitazione che ci aspettiamo, invece, percorra le nostre schiene dall’inizio alla fine della visione.

Il finale, e le voci di corridoio, lasciano intendere una prossima rivisitazione del racconto Assassinio sul Nilo, che ci sia da aspettarsi di meglio?

Immagini:https://goo.gl/U53zq1, https://goo.gl/aP4sEJ, https://goo.gl/fBCki9, https://goo.gl/X3qkpw, https://goo.gl/A4JvD7

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