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Jum fatto di buio: la nuova storia di Olga di carta

Quando ho scoperto che sarebbe uscito Olga di carta – Jum fatto di buio, ho esultato perché, ormai quasi due anni fa, mi ero innamorata di Olga di carta – Il viaggio straordinario di Elisabetta Gnone (autrice anche della trilogia di Fairy Oak), edito da Adriano Salani Editore.

Olga Papel è una bambina leggera ed esile come una foglia che vive a Balicò con la nonna Almida e il cane Valdo. Tutti in paese la conoscono, alcuni l’adorano per la sua sensibilità e la sua fantasia, altri la allontanano, convinti che sia9788869183492_0_0_300_75 stregata. La bambina è famosa per essere una narratrice di storie che incantano tutto il villaggio di Balicò, dai più assetati di racconti ai più scettici, dai più coraggiosi ai più impauriti: «Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie o non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto, la gente si metteva ad ascoltare. […] Sarà stato il fascino dell’ignoto e dello straordinario, sta di fatto che, quando Olga cominciava a raccontare, chi era vicino tendeva un orecchio, le finestre si dischiudevano, le voci nei cortili si acquietavano, volti incuriositi sbucavano da dietro il bucato e chi era in casa usciva, trascinandosi dietro una sedia». Dopo aver raccontato di Olga di carta, una bambina fatta proprio di carta che parte per raggiungere una maga e domandarle di farla diventare in carne e ossa, Olga Papel – in questo romanzo – narrerà di Jum fatto di buio.

A Balicò è quasi Natale, la neve ha coperto il villaggio e non si parla d’altro che dei fiocchi che hanno ricoperto la città. Durante la consegna delle uova ai suoi concittadini, accompagnata dal fido Valdo, a Olga viene chiesto quando racconterà una nuova storia perché sono tutti curiosi. Vedendo gli alberi rasi al suolo dai boscaioli e tastando il vuoto che questi hanno lasciato, Olga ripensa a Jum, che lei ha conosciuto realmente molto tempo prima durante un periodo buio della sua vita, e comincia a parlare di lui agli amici fidati, primi fra tutti, Parnisél detta Tomeo, una parrucchiera), e Bruco, migliore amico di Olga.

Il protagonista si chiama Jum e non è proprio un tipo allegro. Tanto per cominciare, cammina trascinando il suo peso, lento e molliccio come una lumaca. […] Lui ha un abbozzo di testa, un abbozzo di mani, né gambe, né piedi. È flaccido e informe.

Jum vive nel buio, è invisibile, inudibile e si nutre di lacrime che, per lui, hanno tutte un sapore diverso, dipende da chi le versa e per quale motivo: «I bui lasciati da chi se ne va e ci lascia per sempre, quelli, Jum, li gradisce più di tutto. Vuole sapere perché? Perché generano i lacrimoni più saporiti. […] Sebbene ni tempi magri, non disdegni i radi gocciolii di chi, per esempio, abbia un figlio lontano e di tanto in tanto si lasci andare alla malinconia: “Sapore morbido, retrogusto alla mandorla con un tocco di miele. Si lasciano bere” dice asciugandosi i baffi». Le storie su Jum, a poco a poco, fanno il giro di Balicò, passano di casa in casa, vengono sussurrate e storpiate tanto da far sì che la ragazzina venga accusata di dire fandonie e di spaventare gli abitanti del villaggio con le sue storie che, in realtà, sono a lieto fine e vogliono solamente tirare su di morale gli amici più cari.

Passando di bocca in bocca, la storia di Jum era stata rimodellata, e non dalla fantasia, dall’euforia o dall’entusiasmo, ma dal timore, dalla superstizione, dalla diffidenza. Perduto ogni senso originale, si era arricchita di capitoli senza senso e dettagli orripilanti, Jum era diventato un mostro invisibile, che faceva buchi nelle pance e le sue tracce erano state avvistate fuori dal villaggio, nel luogo dove un tempo c’era un bosco.

Gli abitanti del villaggio temono ogni giorno di più la figura di Jum tanto da creare un vero e proprio gruppo di caccia per scovare Jum e farlo fuori e – allo stesso tempo – Olga riflette sulla potenza delle storie fino al punto da pensare di non volerne raccontare mai più, convincendosi del fatto che al posto di fare bene, le sue narrazioni facciano male. Fortunatamente la ragazzina ha al suo fianco gli amici di sempre che la sostengono e le danno supporto in momenti difficili in cui Jum fatto di buio torna da lei per bere le sue lacrime.

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Grazie a questo romanzo, Elisabetta Gnone tratta di tematiche ancora una volta toccanti e lo fa con leggerezza e profondità: si parla di vuoto e di assenza, di interesse nei confronti della natura, dell’amore per gli animali, di amicizia e di amori che sbocciano. Olga Papel è un personaggio che entra facilmente nel cuore dei lettori (non importa se siano grandi o piccoli) perché manda dei messaggi importanti che restano impressi nel cuore delle persone. In questo romanzo, Olga fa riscoprire l’importanza dell’oralità, delle storie lette e narrate ad alta voce, della condivisione. Questa storia ci ricorda che il buio ci spinge a cercare le luci, che il frastuono può invitarci al silenzio e all’ascolto.

Photocredit: www.youtube.com; www.ibs.it

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