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#Lanternesonore in ARGENTINA

selezione musicale di Elia Misesti

L’Argentina di sangue inca versato, l’Argentina dei suoi coloni, l’Argentina di cavalli e coltelli, l’Argentina di tango, di ricordi borgesiani e dittatoriali. Persa è la musica che ha preceduto l’arrivo dell’Occidente, rimangono le sue tracce in ciò che è arrivato dopo.

R-7547758-1443773771-2782le prime impronte sulla polvere delle moderne strade della pampa musicale sono di Atahualpa Yupanqui, poeta popolare e maestro della chitarra solitaria. Il nome se lo sceglie da solo, nato Héctor Roberto Chavero Aramburo si lega al sangue dei suoi progenitori Inca e Quechua chiamandosi come l’ultimo imperatore dell’impero sudamericano prima dell’arrivo degli spagnoli, “l’uomo che viene da lontano per raccontare qualcosaAssorbe dalla terra e dalla sua semplicità i temi di liriche che hanno nella luce, nella distanza, nelle pietre e nell’amore i suoi colori come promana dalla sua prima opera in LP, Camino del Indio (1957, RCA).

R-10299691-1494906355-2484sulle tracce di Atahualpa si mette un’altra anima solitaria, vagabondo e alcolista già prima di raggiungere i dieci anni Facundo Cabral è una personalità poliedrica, promotore di un personale anarchismo filosofico e contemplativo. La sua opera si sposta in uno sguardo interiore che trascenda le forzate separazioni per potersi avvicinare alla vera essenza delle cose, un misticismo basato su una comunità umana unita con la divinità. Costretto alla fuga dalla terra natia dalla dittatura tornerà nel 1984 ormai cantautore, poeta e filosofo consacrato. Una delle sue registrazioni del periodo è l’album dal vivo Entre Dios y el Diablo (1987, Philips). Morirà nel 2011 trucidato da sicari che lo avevano scambiato per un narcotrafficante locale.

R-3044828-1477932049-9781da queste radici fiorisce l’anima dell’argentino moderno, roquero fino alle ossa. Pietra angolare del movimento è Luis Alberto Spinetta, polistrumentista autore di ventitre album solisti e una ventina con diverse formazioni: Spinetta Jade, Spinetta y los Socios del Desierto, Almendra, Invisible e Pescado Rabioso. Nell’anno di grazia del rock 1973 incide, affiancato da questa ultima band, Artaud (1973, Telent/Microfon). Ideato come un antidoto alle prefigurazioni dell’ideatore del teatro della crudeltà  è un concept album sull’amore in un periodo di forti tensioni e violenze sociali, considerato da alcuni il miglior album rock di tutto il Sud America.

R-5099951-1384472591-6364un’altro lato di quest’anima è ancor più scarna e blues, quel movimento che porterà alla formazione di vene heavy metal nel corpo musicale argentino. Duro e asciutto è il rock di Pappo, nome d’arte di Norberto Anibal Napolitano, divinità sudamericana della chitarra elettrica. Blues Local (1992, Radio Tripoli) è il suo osanna alla vita coperta di black leather: pub e alcolici, feste e amicizie fraterne, l’incarnazione di un ideale concretizzato in palchi polverosi e fradici di vino e birra, calcati con le tante band da lui composte: Los Gatos, Los Abuelos de la Nada, Engranaje,  La Pesada del Rock and Roll.

R-3925485-1349449636-4769.jpegil gruppo dei Sumo rappresenta una svolta culturale importante per la musica rock argentina. Il suo leader è Luca Prodan, viaggiatore romano che dopo aver vagato per l’Europa, lavorato e conosciuto una compagna esigente in Inghilterra (namely eroina), emigra in Argentina seguendo la fascinazione di una cartolina. Il rock dei Sumo è tale solo per l’energia sprigionata, in realtà è una miscela ironica, entusiasta ed allegra di molti generi tra cui marcatamente reggae jamaicano e post-punk anglosassone, come prova il titolo di questo album d’esordio Dividido por la Felicidad (1985, CBS), traduzione di Joy Division. Prodan morirà a trentaquattro anni di cirrosi, due giorni dopo l’ultimo concerto dei suoi Sumo.

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