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Beatrice Masini @ Scriba

Dal 7 al 9 novembre si è svolta a Bologna la terza edizione di Scriba Festival, il primo festival dedicato alle scritture di mestiere. Vi sono stati molti incontri interessanti come, per esempio, Scrivere di viaggi con la partecipazione di Sergio Ramazzotti e Scrivere fumetti con Tuono Pettinato (di cui parleremo tra qualche settimana). Inoltre alla libreria per ragazzi Giannino Stoppani si è tenuto l’incontro Traduzioni e Invenzioni nella letteratura per l’infanzia con Beatrice Masini – traduttrice della saga Harry Potter – e Stefano Bordiglioni, scrittore per l’infanzia e insegnante in una scuola elementare a Forlì.

All’inizio dell’incontro si è precisato che si sarebbe parlato di creatività e traduzione. L’incontro ha avuto inizio con l’intervista a Beatrice Masini che ha detto di aver cominciato a tradurre Harry Potter dal terzo volume (Harry Potter e il prigioniero di Azkaban) per poi proseguire fino al settimo (Harry Potter e i doni della morte). I primi due libri della saga sono stati tradotti da Marina Astrologo che, per altri impegni, ha dovuto abbandonare la traduzione delle avventure del maghetto più famoso del nostro secolo. Così la casa editrice Salani ha contattato la Masini che conosceva già Harry Potter da lettrice. Ha affermato che se potesse tornare indietro, forse non accetterebbe perché il tradurre un’opera così famosa l’ha spinta sotto i riflettori, precisando che l’autrice J.K.Rowling, al contrario, se ne teneva lontano. Scoppia il fenomeno Harry Potter in un momento in cui la letteratura per ragazzi cominciava ad avvicinarsi anche alla letteratura nordica per l’infanzia, la Masini cita Donatella Ziliotto, inventore degli Istrici (collana per ragazzi edita dalla Salani che vede all’interno del suo catalogo scrittori come Roald Dahl e Astrid Lindgren).

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Il ghiaccio si è spezzato, tutti in sala ascoltano interessati le parole di Beatrice Masini che comincia a parlare dei nomi tradotti in Harry Potter. Per lei, sarebbe stato meglio non tradurli in quanto resi in italiano hanno perso il significato originario: per esempio, il nome di Silente in inglese significa l’esatto contrario. Dumbledore, infatti, (nome inglese per Silente), significa bombo, dunque un’ape che ronza e che sarebbe appropriato per il personaggio perché “indica questo vecchietto rimbambito che parla tra sé e sé, ma tutto sommato – dice la Masini – Silente è un bel nome, Zaghi ha revisionato il tutto.” Da Harry Potter si passa a parlare di traduzione. Citerei a tal proposito Daniel Pennac che in occasione delle Giornate della Traduzione di Urbino nel 2010 ha parlato di traduttore come scrittore nascosto dietro la figura dell’autore stesso poiché il legame fra l’autore di un’opera e il suo traduttore è strettamente complesso. Dice Beatrice Masini che tradurre è impegnativo, soprattutto i libri per ragazzi, un traduttore di testi per l’infanzia dev’essere più incline a risolvere i problemi linguistici all’interno di un’opera. Tradurre la narrativa per adulti non pone una sfida, il contrario accade con la traduzione rivolta ai libri per bambini perché vi sono infinite varianti sia nelle modalità, per esempio gli albi, sia nelle diverse fasce d’età: ve n’è una che va dai 6 ai 10 anni, poi si passa dai 10 ai 13, cambia il destinatario e di conseguenza il pubblico. È necessario stare attenti nell’inserire parole difficili.

Beatrice Masini parla inoltre della traduzione de Il piccolo principe, il famoso libro di Antoine de Saint-Exupèry e ci dice che è riuscita a ritrovare nell’originale una frase – all’interno del dialogo tra il piccolo principe e la volpe – che non era stata tradotta nella versione precedente ovvero: “Vestirò il mio cuore per te”.

Si tu viens, par exemple, à quatre heures de l’après-midi, dès
trois heures je commencerai d’être heureux. Plus l’heure avancera,
plus je me sentirai heureux. À quatre heures, déjà, je
m’agiterai et m’inquiéterai; je découvrirai le prix du bonheur!
Mais si tu viens n’importe quand, je ne saurai jamais à quelle
heure m’habiller le coeur… Il faut des rites.
(Le petit prince)

Da Beatrice Masini l’intervistatrice passa a Stefano Bordiglioni, scrittore per l’infanzia e insegnante in una scuola primaria a Forlì, che ci parla di creatività e di come i ruoli di insegnante e scrittore siano legati. Molte delle sue opere, dice, sono proprio legate alla sua attività di maestro poiché lui trae spunto da ciò che gli succede in classe e poi mescola il tutto con la fantasia. Attualmente sta lavorando a un progetto riguardante libri che narrano avventure collegate alla Storia come, per esempio, Quando i barbari scesero a Roma edito da Einaudi Ragazzi. Così, attraverso dei racconti, i bambini possono imparare la Storia divertendosi. L’incontro si conclude con la lettura di alcuni passi tratti dal suo libro Scuola foresta, sempre edito da Einaudi Ragazzi e con la lettura dei tre racconti finalisti del contest indetto da Scriba festival.

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