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Frankenstein compie gli anni: curiosità e chicche sul romanzo gotico più famoso di sempre

A distanza di tre giorni dalla festa della donna, la mimosa è ormai appassita ed è arrivato il momento di salutare almeno fino al prossimo anno spogliarellisti oliati e torte falliche. È arrivato il momento, insomma, di tornare alle cose serie: i romanzi. E in particolare i romanzi  scritti dalle donne.

Frankenstein di Mary Shelley compie gli anni. L’autrice non aveva che vent’anni, quando fu dato alle stampe per la prima volta l’11 marzo del 1818. Il bicentenario è vicino, ma noi abbiamo preferito essere originali e festeggiarlo a un passo dal compimento dei due secoli. Ci piace immaginarla così la creatura del dottor Frankenstein: un vecchietto acciaccato, bruttino per carità, ma comunque ancora vispo e sul pezzo. frankenstein-anniversary-1e909306.jpg.885x497_q90_box-0,298,1366,1066_crop_detail

Come ogni nascita, anche questa prevede a monte un concepimento. Non voglio dire che Frankenstein sia il frutto di un preservativo rotto, ma oltre al genio della Shelley, è anche al caso che dobbiamo dire grazie se questo trovatello (esce infatti in forma anonima nella prima edizione) ha visto la luce. O almeno questo è ciò che la Shelley vuole farci credere. Il luogo in cui si sarebbe consumato l’amplesso tra umanità e terrore sarebbe la Villa Diodati, sul lago Lemano (Ginevra). In questo luogo mistico aveva già soggiornato Milton, e Byron aveva deciso di collocare la sua residenza estiva: in pratica un tempio della fertilità letteraria. MaryShelley

C’è proprio tutto: la notte buia e tempestosa, la villa spettrale e il gruppo di poeti e scrittori che si misura in una gara “a chi racconta la storia più terrificante”. Durante la notte,  i frammenti delle varie narrazioni si rimescolano in un incubo agghiacciante che sveglia la Shelley. Lei in estasi scrive di getto i primi capitoli di Frankenstein.  È questo il film horror da guardare. E poco importa se l’architettura a cornice dell’opera tradiscono una cura e una logica ben lontane dalla produzione di getto, se le cesellature millimetriche, le simmetrie e i precisi riferimenti culturali cozzano con la versione estatica e romantica della storia. Pensare alla Shelley che scrive, in una noiosa mattina estiva, seduta dietro una scrivania, in una casa qualunque, è un po’ come pensare a mamma e papà che mettono i regali sotto l’albero invece di Babbo Natale: più verosimile, ma molto meno affascinante. E a proposito di fascino, per celebrare il compleanno del nostro amato Frankenstein, di seguito vi proponiamo un elenco di alcune curiosità e chicche a proposito del festeggiato. Se credete di sapere tutto su Frankenstein, è arrivato quindi il momento di mettervi in gioco.

  • Abbiamo già detto che il romanzo uscì anonimo nel 1818. Ma forse in pochi sanno che fu bocciato dalla critica. Tuttavia, a decretarne il successo fu il pubblico, supremo giudice di ogni produzione artistica.
  • Il primo adattamento cinematografico di Frankenstein è stato un cortometraggio del 1910, prodotto dagli Edison Studios a New York. La pellicola, inizialmente perduta, fu ritrovata da un collezionista solo nel 1980.
  • In molti credono che Frankenstein sia il nome del mostro, protagonista terrificante e goffo del romanzo. In realtà, Victor Frankenstein è il nome dello scienziato che ne assembla i pezzi, mentre il mostro viene definito solo come “creatura” o altri appellativi generali. sddefault
  • Percy Bysshe Shelley conosce Mary, sua futura moglie, nel 1814, quando è ancora sposato. Il loro primo appuntamento è in un cimitero. Romantico, no?
  • Il sottotitolo del libro è “The modern Prometheus” (il Prometeo moderno).
  • Il castello Frankenstein esiste veramente e si trova vicino a Darmstadt, in Germania. Il nome “Frankenstein” significa letteralmente la Pietra dei Frank. È lì che l’alchimista Johann Dippel, nel Seicento, si divertiva nel tentativo di far tornare in vita i cadaveri. State già prenotando i biglietti aerei? Castello-di-Frankenstein-Germania
  • Dippel non è l’unico scienziato ad aver ispirato la Shelley. Sono infatti gli esperimenti sulle rane di Galvani a darle l’idea di riportare in vita un cadavere attraverso gli impulsi elettrici. Il gusto per il macabro è una tradizione di famiglia. Infatti, anche il nipote di Galvani, Giovanni Aldini, tra il 1802 e il 1803 a Londra si diletta in esperimenti singolari: collegare elettrodi a teste umane mozzate per ottenere delle contrazioni muscolari. Anche questa potrebbe essere stata una fonte d’ispirazione per la nostra autrice.
  • Il fascino della Shelley per la morte non è dovuto solo ad una pruriginosa perversione come si potrebbe sospettare. Sperimentò infatti in prima persona l’esperienza della morte: prima della madre e poi della figlia, nata prematura dall’unione con Percy nel 1815. Dello stesso anno è anche il suicidio della moglie di lui.
  • Victor Frankenstein insegue la creatura fino al Mediterraneo. E sarà proprio nel nostro splendido mare, a ridosso del golfo dei Poeti (La Spezia), che Percy Shelley annegherà. Il suo corpo sarà ritrovato a Viareggio.
  • Che un’ampia produzione cinematografica e non solo si riferisca a Frankenstein è risaputo. Ma forse non avete mai pensato al fatto che ci sia un rapporto diretto tra Edward Manidiforbice e Frankenstein. Non ci credete? Leggete qui.

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