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Freezer – “Mani fredde, cuore caldo”

Dal 13 al 29 luglio 2016 c’è stato il Book blog tour di Freezer, organizzato dall’autrice Veronica Veci Carratello e da Bao Publishing per scoprire i segreti del suo primo graphic novel e per vincere dei premi targati Freezer. Era luglio e faceva caldo, le ferie erano lontane. Avevo visto più volte pubblicizzato Freezer e, durante una pausa lavorativa, ne ho letto la preview sul sito della casa editrice. Quando ho visto che la protagonista possiede un orsetto con lo stesso nome del mio orsacchiotto d’infanzia (Bubu), ho pensato che fosse un segnale: quel fumetto doveva essere mio (anche se ci ho messo un po’…).

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Freezer – Bao Publishing

La protagonista, Mina Robinson, è una ragazzina che è appena entrata nel periodo adolescenziale. La sua è una famiglia anormale: c’è il papà che fa l’attore, o meglio, recita per gli spot della carta igienica; c’è la mamma che è – come, talvolta, capita – un15357054_10211135933252382_948783612_n po’ troppo apprensiva; c’è il fratello minore che importuna Mina; c’è la nonna che non dice una parola; c’è lo zio che chatta con una cyber donna e, infine, c’è Kafka, un gatto con istinti suicidi. Mina è una ragazza timida, preferisce la solitudine e, soprattutto, non vuole crescere. A scuola non ha amici, i compagni di classe la chiamano Lorenzo il Magnifico per il suo buffo taglio di capelli e, rispetto alle altre compagne, non è sviluppata. Fin dall’inizio della storia, Mina corre sempre in bagno per paura di essere diventata signorina. Mina non ha fretta di crescere, non assomiglia alle sue compagne che pensano ai ragazzi e alla moda, anche se un ragazzo che le interessa c’è. Mina è una ragazza che adora stare nel suo posto segreto in mezzo ai fiori e alla quale piacciono la semplicità e la complicità familiare. Le giornate passano normalmente fino a quando Mina convince lo zio a cogliere l’attimo. Il nucleo centrale della storia, infatti, è un viaggio familiare in camper in cui succederà una cosa che fa davvero rabbrividire…

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L’adolescenza viene raccontata dagli occhi di una ragazzina che si spaventa a diventare grande. Che, poi, che cosa significa davvero crescere? Significa, forse, fare i conti con se stessi e con la propria famiglia, con i propri pensieri e con quello che succede intorno. Forse una delle cose più belle che vengono ricordate in questa storia è provare a restare sempre uniti nelle difficoltà e, soprattutto, tenerci strette e goderci le persone a cui vogliamo bene. Questa bellissima tragicommedia è arricchita da disegni curati e ben colorati dell’autrice. Una storia che gli amanti di Wes Anderson e degli Smith non possono lasciarsi sfuggire. (E magari potrete leggerlo mettendo in loop Mrs Robinson dei Simon & Garfunkel).

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